La notizia è stata data da “Repubblica” con l’enfasi di uno scoop mondiale. “Da marzo centinaia di militari italiani in Arabia Saudita, in azione contro i missili iraniani, il dispiegamento tenuto segreto è stato inserito in un oscuro passaggio del decreto missioni. Coinvolti almeno 700 soldati: schierati cannoni antidrone, Samp-T e gli Eurofighter…”. Roba da sbarco in Normandia, che infatti ha scatenato la sinistra, con il Pd pronto a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Crosetto e Avs, con il duo Bonelli-Fratoianni a urlare: “Siamo in guerra!”. Ma davvero? Ovviamente no. Crosetto ha smontato lo “scoop” con una nota lapidaria. “Sarebbe bastato seguire con attenzione le audizioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Comandante del COVI davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, oppure leggere con attenzione il decreto Missioni e le relative schede, per verificare che il quadro normativo e operativo è stato illustrato con la massima trasparenza”. Nessuna missione segreta, nessuna azione di guerra.
I soldati italiani in Arabia Saudita, le fake news e le verità
Da metà marzo 2026, in effetti, l’Italia ha schierato una Task Force Air-Arabia composta da circa 400 militari dell’Aeronautica tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La missione è stata poi confermata ufficialmente dal Ministero della Difesa. Il contingente impiega 4 caccia Eurofighter Typhoon, un velivolo radar Gulfstream E-550A CAEW, un C-130J per il trasporto e un sistema anti-drone ACUS-E. Il compito dichiarato è la sorveglianza e difesa dello spazio aereo e la protezione degli interessi nazionali e dei Paesi partner del Golfo, con batterie missilistiche SAMP/T, radar Kronos e sistemi antiaerei Skynex schierati tra Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.
Ma che c’entra la guerra? Crosetto ha chiarito ancora: “Le Commissioni parlamentari rappresentano il luogo del confronto e dell’approfondimento”, ha aggiunto. “Le informazioni richiamate oggi erano già pubbliche e disponibili. Tanto che è bastato a un giornalista consultare il sito istituzionale della Difesa per ricostruire correttamente quanto alcuni esponenti dell’opposizione sostengono di non conoscere”, ha affermato Crosetto, dichiarandosi “disponibile, come sempre, a fornire ogni ulteriore chiarimento, nella convinzione che su temi così delicati il confronto debba svolgersi sulla base dei fatti e non delle ricostruzioni”. Dunque, secondo la Difesa, “l’interrogazione del Partito Democratico si fonda su un presupposto errato”. La segretezza e la partecipazione ad azioni di attacco e di guerra, non solo difensive.