Lo rivela l'Adnkronos
Salis (al potere) e licenzi: la compagna Ilaria condannata per aver mandato a casa due collaboratori senza giusta causa
“Come si cambia” cantava Fiorella Mannoia negli anni ‘84. Erano i tempi in cui la sinistra parlava di sociale, di classe operaia. Tempi in cui la definizione di precariato non era ancora stata coniata ma che, qualora ci fosse stata, avrebbe sicuramente coinvolto i comunisti che cantavano in piazza bandiera rossa. A distanza di 40 anni però pare che la musica a sinistra sia cambiata, soprattutto dalle parti di Avs, l’Alleanza Verdi e Sinistra di Fratoianni e Bonelli in particolare, che oggi tornano agli onori della cronaca senza bisogno di salire su una Tesla.Il tutto grazie alla sempre attivissima – sui social e sulla stampa – europarlamentare Ilaria Salis.
La notizia della condanna data dall’Adnkronos
Secondo quanto rivela l’agenzia di stampa Adnkronos l’ex insegnante, che un tempo aveva problemi con la giustizia ungherese, oggi sarebbe stata condannata in Italia dal tribunale per aver licenziato due suoi collaboratori “senza giusta causa”. E visto che al destino spesso l’ironia non manca, a penalizzare l’ex militante che da sempre si occupa di occupazioni sarebbe stato un “problema di casa”. Scrive l’Adnkronos che “proprio l’assenza di una residenza costa, infatti, all’europarlamentare, contumace per l’intero procedimento, una condanna a oltre 300mila euro. E’ quanto stabilito dal giudice Franco Caroleo del Tribunale di Milano – sezione Lavoro con una sentenza – in possesso dell’Adnkronos – che accoglie le richieste di due ex collaboratori assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i quali hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza”.
L’elezione e l’assunzione
Dalla ricostruzione che fa l’agenzia di stampa di piazza Mastai, Ilaria Salis, viene eletta europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno 2024 anche grazie al lavoro di due ex collaboratori, poi licenziati solo dopo pochi mesi (nel febbraio 2025) e senza preavviso. “I due contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029), come si legge nella sentenza di cui l’Adnkronos è in possesso, hanno sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico”.
La frattura insanabile e la sentenza
Presto però la sinergia si trasforma in contrasto: scrive Adnkronos che prima un’assistente riceve un recesso anticipato per il “venir meno del rapporto fiduciario” che trasforma la collaborazione in una “situazione di incompatibilità ambientale e personale”; quindi a un collega viene revocato l’incarico con effetto immediato “tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”. Una frattura insanabile di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, e che la vede poi sconfitta davanti al giudice.
Trecentomila volte Salis
Nel verdetto dello scorso marzo che secondo l’agenzia diretta da Davide Desario sarebbe in loro possesso, si sottolinea che “spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa”, ma “nel rimanere contumace” Salis “non ha evidentemente assolto al proprio onere” e “deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati”. Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato, e 10mila euro per le spese legali.
Come si cambia….