Ranucci, Meloni inchioda Schlein: “A ottobre 2025 dette la responsabilità al governo, ora dovrebbe semplicemente chiedere scusa”
Sul caso Ranucci e il feeling con il faccendiere e amico Valter Lavitola, indagato per l’attentato al conduttore di Report, si rincorrono di giorno in giorno tesi, smentite e nuovi indizi. I giudici chiariranno i rilievi giudiziari. Politicamente, però, una cosa è certa: le opposizioni si sono precipitate a scaricare le responsabilità “morali” della bomba sull’area di governo. A cominciare dalla segretaria dem Elly Schlein che oggi tenta un goffo salvataggio. La premier Giorgia Meloni, però, non ci sta. E su Twitter riavvolge il nastro al 18 ottobre 2025.
Meloni inchioda Schlein sul caso Ranucci: ora chieda scusa
“Davanti al congresso del Pse ad Amsterdam, Elly Schlein dichiarava: “Voglio esprimere la mia solidarietà a Sigfrido Ranucci, perché ieri è stata trovata una bomba davanti a casa sua. La democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo”. 27 luglio 2026. In una trasmissione Tv – prosegue il tweet di Meloni – la stessa Elly Schlein sostiene: “Non ho mai fatto nessun collegamento fra governo e mandanti”. Per mesi lei e altri esponenti della sinistra hanno costruito un racconto fatto di allusioni e insinuazioni, arrivando persino a gettare ombre sull’Italia davanti a una platea internazionale. Oggi che è emerso ciò che era chiaro. Cioè che il governo non c’entrava assolutamente nulla, la segretaria del Pd arriva perfino a rinnegare le proprie parole, sostenendo di non aver mai fatto alcun collegamento. Le parole hanno un peso. Anche le allusioni. E chi ha scelto di gettare ombre sul governo e sull’Italia, addirittura davanti a una platea internazionale, oggi non dovrebbe negare l’evidenza. Dovrebbe – conclude la presidente del Consiglio – semplicemente chiedere scusa“.
Schlein nega le sue stesse parole: non ho mai fatto collegamenti tra governo e mandanti
Elly in versione opossum (l’animaletto che sopravvive agli attacchi fingendosi morto), infatti, dai microfoni de L’Aria che Tira su La7 oggi è tornata a negare l’evidenza dei fatti. “Io non ho mai fatto nessun collegamento tra il governo e i mandanti”, dice a proposito del suo comizio davanti al congresso dei socialisti europei. “Io stavo parlando di una cosa diversa. Parlavo del fatto che bisogna difendere la libertà di stampa in tutti i paesi. E mi riferivo precisamente al fatto che in quegli stessi giorni nell’America di Trump, abbiamo visto giornalisti uscire in fila dal Pentagono. Ma la destra continuerà sempre a strumentalizzare quello che diciamo per coprire i propri fallimenti”. Incredibile ma vero. Basterebbe dire “ci siamo sbagliati”…