Little Italy resta sulla mappa
Orgoglio tricolore a New York: la rivolta degli italoamericani costringe Mamdani al dietrofront
L’orgoglio italiano, almeno questa volta, ha avuto la meglio. Dopo giorni di polemiche e proteste, il sindaco di New York Zohran Mamdani è stato costretto a fare un passo indietro: Little Italy tornerà sulla mappa ufficiale delle “enclave degli immigrati” della Grande Mela, predisposta per orientare i visitatori in vista dei Mondiali di calcio.
Una retromarcia che arriva dopo un’ondata di critiche da parte della comunità italoamericana, incredula davanti all’assenza del quartiere più celebre della storia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Nella cartina comparivano infatti trenta aree, tra cui Koreatown, Little Pakistan, Little Yemen e Little Palestine, mentre erano sparite realtà storiche come Little Italy, insieme ai quartieri simbolo delle comunità irlandese ed ebraica.
Di fronte alle contestazioni, Mamdani ha cercato di ridimensionare il caso. “Non è chiaramente un elenco completo delle oltre 200 comunità etniche che considerano la nostra città casa. Apporteremo ulteriori modifiche in futuro per riflettere questa realtà”, ha dichiarato alla NBC, annunciando esplicitamente che Little Italy sarà reinserita nella mappa. Secondo il sindaco, la cartina sarebbe stata realizzata nel 2023 e successivamente aggiornata dalla sua amministrazione con l’aggiunta di alcuni quartieri.
La protesta degli italoamericani costringe il Comune a correggersi
La spiegazione, però, non ha cancellato l’amarezza. Su Mulberry Street, il cuore di Little Italy, commercianti e residenti hanno parlato di una dimenticanza incomprensibile, capace di colpire non soltanto il turismo e le attività economiche, ma soprattutto il valore simbolico di un luogo che racconta oltre un secolo di storia italiana negli Stati Uniti.
Alle proteste degli italoamericani si sono unite anche quelle delle comunità irlandesi, che hanno denunciato l’esclusione di quartieri come Woodlawn e Breezy Point, e di rappresentanti della comunità ebraica, che hanno evidenziato l’assenza dell’area chassidica di Williamsburg.
Il risultato è stato un vero e proprio effetto boomerang per il sindaco, costretto a rivedere una scelta che molti avevano interpretato come un grave errore culturale.
Mollicone: “Una vittoria del buon senso”
A rivendicare il risultato è il presidente della Commissione Cultura della Camera e membro della Uip Italia-Usa, Federico Mollicone, che sottolinea il ruolo della mobilitazione della comunità italoamericana.
“Il sindaco di New York di estrema sinistra Mamdani, in seguito alla mobilitazione della Italian American Civil Rights League che abbiamo sostenuto anche dall’Italia, ha annunciato il reinserimento di Little Italy nella mappa delle enclave etniche della città: è una straordinaria vittoria del buon senso e dell’orgoglio identitario”, afferma Mollicone.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, liquidare inizialmente l’esclusione come una semplice omissione “è stato un tentativo maldestro di giustificare quella che era, a tutti gli effetti, un’operazione di cancellazione culturale”. Per Mollicone, è stata invece “la compattezza della comunità italoamericana, insieme a quella delle comunità irlandese ed ebraica”, a costringere il municipio della Grande Mela a cambiare rotta.
Ma l’annuncio del reinserimento di Little Italy rappresenta molto più di una semplice correzione grafica. È il riconoscimento del valore storico di un quartiere che continua a rappresentare la memoria dell’emigrazione italiana e il contributo decisivo degli italiani alla costruzione di New York. Un patrimonio identitario che nessun sindaco potrà mai cancellare.