Il processo
Omicidio Kirk, la nota inquietante di Tyler Robinson: «Ho avuto l’opportunità di ucciderlo e l’ho colta»
Gli avvocati dell'imputato non hanno commentato la sua innocenza o consapevolezza sul delitto che ha portato alla morte dell'attivista conservatore, ma hanno richiesto di escludere la pena di morte tra le opzioni possibili
Esteri - di Gabriele Caramelli - 10 Luglio 2026 alle 10:52
Il processo per l’omicidio di Charlie Kirk prosegue, con l’accusa che ha presentato una lettera attribuita al presunto autore del delitto, Tyler Robinson. L’imputato avrebbe scritto parole molto chiare al suo compagno Lance Twiggs: «Ho avuto l’opportunità di eliminare Charlie Kirk e l’ho colta», per poi aggiungere di aspettarsi una lunga detenzione o la morte. Ad affermare che la missiva fosse destinata al coinquilino e partner dell’imputato sono stati i procuratori.
Inoltre, l’accusa ha sostenuto che Robinson avesse rivendicato il delitto anche in una chat su Discord e che il suo dna sia stato ritrovato sul fucile utilizzato per l’assassinio: queste circostanze vengono contestate dalla difesa. Al momento, il 22enne arrestato per l’omicidio di Kirk è imputato per sette capi d’accusa, tra cui omicidio aggravato, ostacolo alla giustizia e intimidazione di testimoni. All’udienza era presente anche la vedova dell’attivista conservatore, Erika, che aveva chiesto senza successo che tutte le prove venissero rese pienamente visibili ai presenti in aula.
Omicidio Kirk, la nota inquietante di Robinson: «Ho avuto l’opportunità di ucciderlo e l’ho colta»
Nell’udienza di giovedì, il compagno di Robinson, Lance Twiggs, è comparso in collegamento davanti alla corte per fornire ulteriore delucidazioni sul delitto. Secondo il suo racconto, Tyler gli avrebbe confessato di essere il responsabile della sparatoria e che avrebbe voluto «non averlo fatto». Al testimone, Twiggs, che non è stato accusato nel presunto omicidio, è stata concessa l’immunità dall’accusa in cambio delle dichiarazioni. Poi ha anche detto di non aver mai sentito parlare il suo ragazzo di Charlie e che i suoi discorsi politici si concentrassero principalmente sulle politiche di Donald Trump.
Nessuno sconto sull’eventuale pena
Gli avvocati di Tyler Robinson, secondo quanto riporta Afp, non hanno commentato la colpevolezza o l’innocenza del loro assistito. Tuttavia, hanno provato ad evitare che in caso di condanna venisse tolta la pena di morte tra le possibili opzioni, ma senza riuscirci.