L'irresponsabile
No Tav, Elly esce dal letargo dell’opossum. Dopo 48 ore arriva la timida condanna. Poi se la prende con il governo “irresponsabile”
Politica - di Gloria Sabatini - 27 Luglio 2026 alle 14:27
S’è svegliata. Con un leggero ritardo di 48 ore. Elly Schlein, trascorso il weekend, commenta la guerriglia premeditata di Chiomonte in Val di Susa con 120 poliziotti feriti, cantieri devastati, camionette date alle fiamme. E non di sua iniziativa, ma costretta dalle domande dei conduttori de L’Aria che tira su La7. Opossum fino in fondo, finché davanti allo schermo non è costretta ad abbozzare una risposta. “Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi e che non si giustificano mai. Noi condanniamo sempre le violenze senza se e senza ma. Sono stati colpiti moltissimi agenti a cui il Pd ha dato immediata solidarietà e vicinanza. Noi abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza senza tentennamenti”. Parole scontate, il minino sindacale. Alle quali non è seguita nessuna iniziativa all’insegna di quel coinvolgimento bipartisan che maggioranza e istituzioni sollecitano per una risposta pesante e corale all’escalation eversivo.
No Tav, Schlein si sveglia dal letargo e dopo 48 ore condanna le violenze
“Quello che è successo – ha chiarito la premier Meloni dopo il sopralluogo con Piantedosi – non è dissenso, è violenza organizzata e premeditata”. Ma per la segretaria dem è poco più di una bravata fuori controllo da condannare come atto dovuto. Anzi, gratta gratta, per il leader del Pd anche quella è colpa di Palazzo Chigi. Sempre su La7 condanna l’irresponsabilità del governo. Da ridere se non ci fosse da piangere. “Contro la violenza la politica deve agire insieme,”, dice, “serve la responsabilità da parte di tutti mentre trovo molto irresponsabile da parte del governo strumentalizzare queste violenze”. Poi preferisce glissare, l’argomento No Tav è scivoloso, si rischia di farsi male. Meglio tornare all’attacco ad alzo zero dell’esecutivo, deve aver pensato, in una perenne e stancante campagna elettorale. Dal caso Roggero alle preferenze passando per la legge elettorale è una litania di slogan copia e incolla. Il canovaccio è sempre identico dal 2022.
L’accusa al governo di strumentalizzare la protesta in Val di Susa
“Se noi fossimo al governo non avremmo fatto 6 decreti sicurezza che evidentemente non hanno prodotto risultati. Tra l’altro nel 2023 e nel 2024 c’è stato un aumento dei reati, quindi è chiaro che qualcosa non ha funzionato della loro propaganda”. E ancora: “La strategia del governo invece è stata ogni volta scaricare le responsabilità sulla sicurezza sui sindaci, che possono agire solo su uno dei due pilastri. Se vogliamo creare più sicurezza bisogna rafforzare i presidi delle forze dell’ordine, ma accanto non possono mancare i presidi sociali educativi culturali. È questa una visione organica e non propagandistica della sicurezza che noi porteremo avanti”. Un’ossessione. Come allo specchio Schlein accusa gli avversari della sindrome che da decenni colpisce le sinistre: propaganda e cartelli ideologici.
L’ossessione per Meloni al Quirinale
Poi la chicca su Meloni al Quirinale. È bastata una battuta della premier per mandare in tilt le opposizioni che gridano alla ferita istituzionale perché per le sentinelle democratiche la destra non ha diritto a esprimere il capo dello Stato. “Per questa ossessione che hanno del potere, cercando di realizzare il premierato attraverso questa pessima legge elettorale che avrebbe un premio di maggioranza talmente abnorme che consentirebbe quasi da solo a chi vince di eleggere il presidente”. Forse era meglio non uscisse dal letargo. Per il bene delle sinistre.