Tusk reagisce
Missile caduto a Lublino, la Polonia convoca l’ambasciatore russo. L’ordigno era molto pericoloso
Sin dai tempi di Stalin, prima l'Urss e poi la Russia non hanno mai amato il Paese che oggi fa parte della Nato
Il ministero degli Esteri polacco ha convocato l’ambasciatore russo in Polonia in relazione alla cooperazione dello spazio aereo avvenuta ieri, quando missile russo Kh-101 è caduto a Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino. Lo ha annunciato il primo ministro Donald Tusk. Il portavoce del ministero degli Esteri, Maciej Wewior, ha affermato che l’incontro è previsto nel tardo pomeriggio di oggi e che ulteriori informazioni saranno fornite dopo il colloquio con l’ambasciatore russo.
Il missile russo
Il governo polacco ha confermato che l’oggetto è entrato nello spazio aereo nazionale durante il massiccio attacco russo contro l’Ucraina e precipitato vicino al villaggio di Tarnawa-Kolonia, nella regione orientale di Lubilino, era un missile da crociera russo Kh-101. “Possiamo confermare con piena responsabilità che si è trattato di un missile da crociera russa Kh-101, in grado di trasportare testate nucleari, esploso all’impatto con il suolo”, ha dichiarato il viceministro della Difesa Cezary Tomczyk all’emittente “Tvn24”. Il viceministro ha definito l’ordigno “potenzialmente molto pericoloso”, precisando che non è ancora possibile stabilire se la violazione dello spazio aereo sia stata intenzionale. “Tutti gli scenari restano possibili”, ha affermato. Secondo Tomczyk, nella notte la Russia ha lanciato circa 70 missili Kh-101, una ventina dei quali diretti verso la Polonia intorno alle 03:00. Il Comando operativo polacco ha rilevato l’oggetto alle 03:40 e ha fatto decollare un caccia F-16, ma il missile è scomparso dagli schermi radar prima di poter essere identificato con certezza.
Individuato il luogo dell’impatto
Un elicottero Mi-24 ha successivamente individuato il luogo dell’impatto. Il missile è caduto in un’area disabitata, lasciando un cratere senza provocare vittime né danni materiali. Il primo ministro Donald Tusk ha dichiarato che non vi sono al momento indicazioni che la Polonia fosse il bersaglio dell’attacco, mentre la Procura distrettuale di Lublino ha riferito che l’ordigno conteneva una quantità significativa di esplosivo. Aerei da ricognizione e aerocisterne della Nato operanti dalla Germania hanno contribuito al monitoraggio dello spazio aereo polacco. Gli Stati Uniti hanno contattato immediatamente Varsavia e personale statunitense è intervenuto sul luogo dell’impatto per assistere le autorità nelle indagini. Il ministero degli Esteri polacco sta valutando l’incidente con gli alleati della Nato e deciderà’ eventuali iniziative diplomatiche dopo il completamento degli accertamenti.
Varsavia e Mosca: c’eravamo tanto (poco) amati
La Polonia e l’Urss si detestano sin dai tempi di Stalin. Che, infatti, diede il via libera ad Hitler, il settembre del 1939, per occuparla. I patti di Yalta consegnarono, però, la meravigliosa terra polacca all’egida sovietica. E fu proprio Varsavia il luogo simbolico della nascita dell’anti Nato, il blocco dei regimi comunisti.
Ma da Cracovia, il 1978, venne quel Papa, Karol Wojtyla, che fu determinante per l’implosione del socialismo reale. Giovanni Paolo II sostenne, anche economicamente, la battaglia di Lech Walesa e di Solidarnosc, contro l’occupazione manu militari che il 1981 Breznev decise di attivare in terra polacca.
Caduto il comunismo, la Polonia è entrata a far parte dei Paesi della Nato. E, molto prima della guerra in Ucraina, non ha mai goduto delle simpatie di Putin e del Cremlino. Fino all’episodio del missile che deve ancora essere chiarito.