A colloquio con il Giornale
Meloni a tutto campo: “Tolleranza zero con i violenti, Lepore irresponsabile. L’Italia non è più il campo profughi d’Europa”
Nel 25esimo anniversario della morte di Montanelli la premier fotografa il dna della sinistra: "Ancora oggi ha una concezione tutta sua della libertà. Sei libero, ma solo se pensi e dici quello che loro ti permettono di dire. Sperano nel fallimento di quelle testate che non si adeguano ai diktat della “redazione unica”. Noi siamo orgogliosamente diversi"
Un colloquio a tutto campo con il Giornale nel giorno del 25esimo anniversario della morte di Indro Montanelli. Dalle violenze di Bologna al caso Roggero, dal dossier immigrazione alla legge elettorale, dal piano Casa allo scandalo delle mascherine, dalla stabilità del governo agli inciuci della sinistra la premier Giorgia Meloni si racconta al direttore Tommaso Cerno. Le Brigate Rosse gambizzarono Montanelli e chi si faceva sorprendere con una copia del Giornale rischiava brutto. Oggi? “La sinistra, di ieri e di oggi, ha una concezione tutta sua della libertà. Sei libero, ma solo se pensi e dici quello che loro ti permettono di dire. Ti escludono dalle fiere librarie se non sottoscrivi i loro surreali “patentini”. Attaccano i giornalisti non allineati. Sperano nel fallimento di quelle testate che non si adeguano ai diktat della “redazione unica”. Noi siamo orgogliosamente diversi, e crediamo nella vera libertà”.
Meloni al Giornale: per Roggero pene sproporzionate
Sull’ipotesi della grazia a Mario Roggero la premier ribadisce la sproporzionalità della condanna per il gioielliere piemontese. “È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni ad un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere. Perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia. Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo”. In questo quadro rientra il provvedimento del governo che cancella il risarcimento danni a chi commette reati gravi. “Un intervento di buon senso, per scongiurare la possibilità che una persona che si è difesa possa essere condannata due volte, rischiando anche di perdere il frutto del lavoro di una vita intera e di finire sul lastrico”.
Decreto anti-maranza, tolleranza zero con chi sfascia tutto
Barra dritta del governo sull’escalation di criminalità giovanile. “Nessuno di noi crede di avere la bacchetta magica. In questi anni abbiamo introdotto norme coraggiose, dalla custodia cautelare in carcere anche per i minorenni che fanno uso di armi, fino alle misure severe contro l’uso dei coltelli tra i più giovani. Ora facciamo un ulteriore passo avanti – spiega la presidente del Consiglio – per dotare le Forze dell’ordine di nuovi strumenti per intervenire e affermare un messaggio chiaro. Tolleranza zero nei confronti di chi pensa di poter sfasciare tutto, di terrorizzare le persone perbene, di trasformare i nostri quartieri in zone franche”.
Lepore irresponsabile nel chiamare la piazza a caldo
Il discorso scivola sulla guerriglia scatenata a Bologna dall’ultrasinistra dopo la morte di Fakir. “Ho trovato irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell’Ordine. E un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle forze dell’ordine”.
Immigrazione, come è cambiato l’approccio dell’Europa
Sul dossier migranti Meloni rivendica l’ultimo successo su scala europea. “Avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l’Europa nella gestione dei flussi migratori, e lo stiamo facendo. Il Regolamento rimpatri ne è una delle dimostrazioni più evidenti, perché ci consente di rimpatriare più velocemente chi non ha titolo a stare da noi e consente di aprire centri per il rimpatrio nei Paesi terzi, di fatto seguendo la strada aperta dall’Italia con il protocollo con l’Albania”. Di fronte al calo degli sbarchi rispetto la premier si dice soddisfatta ma mai abbastanza. “Chi mi conosce sa bene che difficilmente mi accontento dei risultati raggiunti, ma è un dato di fatto che questo governo ha compiuto un incredibile cambio di passo rispetto al passato. Abbiamo interrotto una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale. E possiamo affermare, senza timor di smentita, che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa“.
Vigilanza massima sulla radicalizzazione delle comunità islamiche
Tra le emergenze anche il pericolo della radicalizzazione delle comunità islamiche presenti in Italia. “Su questo non intendiamo abbassare la guardia. Ricordo che il Parlamento sta anche discutendo una proposta di Fratelli d’Italia contro il fenomeno del separatismo islamista. Cioè il tentativo di alcune comunità islamiche di creare società e leggi separate a quelle dello Stato”. Focus sull’emergenza abitativa. Sul Piano Casa del governo Meloni conferma le previsioni del commissario Squitieri. “Puntiamo ad aprire i primi cantieri entro Natale, non più tardi all’inizio del 2027. Per quanto riguarda i programmi di edilizia integrata, che è di iniziativa privata, sono molto fiduciosa che a breve possano essere presentate le prime proposte”.
Vannacci, non è serio allearsi con chi vota contro la fiducia al governo
A meno di un anno dal voto la premier tira le somme ed esclude intese con il generale Vannacci. “Il centrodestra si presenta per quello che è sempre stato: una coalizione di persone e movimenti che stanno insieme per scelta. Non è un cartello messo insieme il giorno prima del voto con chi, fino al giorno prima, ha cercato di affossarti. Quello è il metodo della sinistra, e non ha funzionato alla prova del governo. E mi rendo conto che non sarebbe serio proporre un’alleanza da parte di chi ha sempre votato contro la fiducia a questo governo, per mandarlo a casa”. Ma lei ha capito chi sarà il leader dell’opposizione?, chiede Cerno. “No – risponde la premier ironica – ma a occhio neanche loro. E, sinceramente, non mi pare il problema principale. Perché non è ben chiaro neanche quale sia la loro proposta alternativa, se non quella di contrastare la Meloni”. Sul dopo Mattarella Meloni torna a ipotizzare un profilo di centrodestra. “Il fatto che la sinistra si sia scandalizzata la dice lunga sull’approccio padronale che hanno delle istituzioni”.