Parlano i numeri
L’occupazione femminile oltre il 54%: la strategia dietro il “miracolo”, dagli incentivi al decreto Primo maggio
Il Sole 24 ore scatta la fotografia sulla base dei dati Istat: l'accelerazione più forte fra le over 50 e al Sud. FdI: «Un risultato ottenuto grazie a politiche strutturali inserite in un impianto organico che tiene insieme natalità, conciliazione vita-lavoro e ingresso delle donne nel mercato del lavoro»
Il tasso di occupazione femminile ha superato la cifra inedita del 54%, trainato in particolare dalla fascia d’età tra i 50 e i 64 anni e dal Sud. L’incremento, dunque, conferma non solo che c’è stata un’inversione di tendenza generale, ma che si è registrata soprattutto in due aree, geografica e anagrafica, tradizionalmente più fragili. Il dato era già emerso dalle varie rilevazioni Istat, ma ora è stato messo in ordine dall’elaborazione del Sole 24 ore del lunedì, che ha scattato una fotografia dettagliata del mercato del lavoro “in rosa”.
La crescita dell’occupazione femminile negli anni del governo Meloni
In particolare, dal 2022 al 2025, dunque negli anni del governo Meloni, il tasso di occupazione femminile è cresciuta del 2,9% con un picco del 5,2% per le over 50, che in termini assoluti significa, solo per questa fascia d’età, 458mila occupate in più. A livello territoriale, a guidare la crescita sono la Basilicata che con il 6,3% ha messo l’acceleratore rispetto a una posizione di partenza più svantaggiata e in recupero sebbene la media di occupazione femminile resti ancora sotto quella nazionale (è al 46,5%); l’Abruzzo con una crescita del 5,5%; l’Umbria con un più 5,2%; la Sardegna con il 5%; la Sicilia con il 4,5%.
Roccella: «Uno fra i tetti di cristallo più importanti infranti in questa legislatura»
«Quello dell’occupazione femminile, con il doppio record raggiunto in termini sia assoluti che percentuali, è uno dei tetti di cristallo più importanti fra quelli infranti in questa legislatura. Si tratta di un trend che continua, che ovviamente è un punto di partenza e non di arrivo, ma che conferma ancora una volta che stiamo lavorando nella giusta direzione», ha commentato il ministro per la Famiglia e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, sottolineando che «n fattore chiave è quello della conciliazione tra lavoro e vita familiare, che consente ai genitori, e in particolare alle mamme, di potersi realizzare professionalmente e avere i figli che desiderano senza considerare lavoro e maternità come opzioni alternative». «Per questo – ha sottolineato – sulla conciliazione stiamo investendo tantissimo».
Una precisa strategia
«I dati Istat sull’occupazione femminile confermano la bontà di una strategia che il governo Meloni persegue con coerenza fin dal primo giorno: non un provvedimento isolato, ma un impianto organico che tiene insieme natalità, conciliazione vita-lavoro e ingresso delle donne nel mercato del lavoro», ha commentato la capogruppo di FdI in Commissione Lavoro alla Camera, Marta Schifone.
Dagli incentivi al decreto Prima maggio
«Congedi parentali all’80%, Assegno Unico, decontribuzione per le madri lavoratrici, Bonus Mamma, Bonus Prime Nascite, potenziamento di asili nido e centri estivi: sono tasselli di un disegno unico, non misure spot messe in fila per l’occasione», ha proseguito, ricordando come a queste misure si aggiunga «il decreto 1° maggio, con quasi un miliardo di euro in incentivi alle imprese che assumono donne, condizionati al rispetto dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle parti sociali più rappresentative: chi fa dumping contrattuale resta condizionati al rispetto dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle parti sociali più rappresentative: chi fa dumping contrattuale resta fuori».
Schifone: «Politiche strutturali, non promesse elettorali»
«C’è chi per anni ha invocato bonus estemporanei e sussidi a pioggia, senza mai costruire un impianto che tenesse insieme lavoro e famiglia. Noi – ha concluso Schifone – abbiamo scelto la strada più difficile ma più solida: politiche strutturali, non promesse elettorali. I numeri, oggi, danno ragione a questa impostazione».
Una crescita per tutto il Paese
«Più donne al lavoro significa più opportunità, più crescita e una società più forte ed equilibrata», ha ricordato poi la senatrice e responsabile nazionale del Dipartimento Pari opportunità di FdI, Ester Mieli, mentre è stata la collega Lavinia Mennuni a sottolineare che la linea intrapresa dal governo non si limita all’occupazione ma «va avanti con politiche volte a consentire la conciliazione tra lavoro femminile e maternità».
L’accelerazione del Sud
Quanto ai picchi che si registrano al Sud, è stata la deputata sarda di FdI Barbara Polo a sottolineare che «ciò dimostra che le politiche di decontribuzione del governo Meloni stanno sbloccando il potenziale del nostro territorio». «Da parlamentare sarda – ha aggiunto – esprimo profondo orgoglio nel constatare che la Sardegna registri un eccellente +5%. Questo dato non è un caso isolato, ma il frutto di un territorio che vuole correre e dell’efficacia degli incentivi mirati e delle decontribuzioni che abbiamo fortemente voluto per sostenere l’impiego nel Mezzogiorno».