Trump nel 2028?
Licenziate i sondaggisti, il futuro dell’America è già nei Simpson: dopo Donald, la profezia porta a Ivanka
Il presidente indossa il cappellino della nuova campagna, mentre Dan Greaney, autore della profezia sul tycoon, si candida davvero. Ma il dettaglio rivelatore è sempre stato sul petto di Homer
Esteri - di Alice Carrazza - 25 Luglio 2026 alle 19:31
I sondaggisti possono già chiudere i computer, stracciare le mappe degli Stati in bilico e cercarsi un altro mestiere. Per conoscere in anticipo il prossimo presidente degli Stati Uniti non occorre interrogare migliaia di elettori: basta recuperare qualche vecchia puntata dei Simpson. A Springfield tutto era già scritto. Prima Donald Trump alla Casa Bianca, quando sembrava una battuta troppo assurda persino per un cartone animato. Poi lo sceneggiatore di quella profezia, Dan Greaney, candidato davvero alle elezioni del 2028. Infine il dettaglio più clamoroso: una spilla “Ivanka 2028” sul petto di Homer. Altro che politologi: il futuro dell’America potrebbe essere nascosto da trent’anni tra una ciambella rosa e una lattina di Duff.
Tutto comincia nel 2000 con “Bart to the Future”, episodio nel quale Lisa Simpson diventa presidente e si ritrova davanti a un Paese finanziariamente malconcio. «Abbiamo ereditato una grave crisi di bilancio dal presidente Trump», comunica ai collaboratori. All’epoca la battuta funzionava perché era assurda. Donald Trump era un miliardario molto televisivo, non il futuro comandante in capo. Sedici anni dopo gli americani lo elessero davvero. Nel 2024 decisero persino di concedergli una nuova stagione, come accade alle serie che dividono la critica ma continuano a ottenere ascolti.
L’autore della profezia entra nella storia
Dan Greaney, sceneggiatore di quell’episodio, spiegò che Trump presidente rappresentava «un avvertimento all’America», coerente con l’immagine di un Paese che aveva perso la testa. L’America, evidentemente, prese l’avvertimento per un suggerimento elettorale.
Ora Greaney ha scelto di intervenire personalmente nella trama: si è candidato alla presidenza degli States per il mandato. Il primo comizio si è svolto in un parco di Los Angeles davanti a circa trenta persone, tra le quali Zio Sam, Darth Vader ed Elsa di Frozen. Mancavano soltanto Krusty il clown alla comunicazione e l’avvocato Lionel Hutz incaricato di depositare le firme. «È piuttosto ridicolo che io mi candidi alla presidenza», ha ammesso Greaney. Poi ha chiarito: «Non è uno scherzo. È un atto di coscienza».
Corre come “repubblicano progressista” e propone assistenza sanitaria universale, Green New Deal, abitazioni accessibili e l’allargamento della Corte suprema a tredici giudici. Un programma con il quale potrebbe avere qualche difficoltà a conquistare l’elettore trumpiano dell’Alabama, ma ottime possibilità di ottenere l’appoggio dei doppiatori di Hollywood.
La situazione ha comunque una sua perfezione narrativa. L’uomo che aveva immaginato Trump alla Casa Bianca potrebbe ritrovarsi alle primarie contro il personaggio da lui stesso trasformato in una profezia. Frankenstein, almeno, non aveva dovuto affrontare il mostro in Iowa.
Il dettaglio che porta a Ivanka
E Donald Trump? Alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca ha indossato il cappellino “Trump 2028” e ha detto: «Ho vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo». La Costituzione americana, con il Ventiduesimo emendamento, impedisce a chi è già stato eletto due volte di ottenere un terzo mandato. Ma anche questa difficoltà potrebbe essere stata risolta dagli sceneggiatori di Springfield.
Nel 2016, nell’apertura dello speciale “Treehouse of Horror XXVII”, Homer compariva infatti con una spilla elettorale: “Ivanka 2028”.
La scena non appartiene a “Bart to the Future” e arrivò quando Trump era già candidato. Tecnicamente non fu una profezia, ma una battuta. È però esattamente così che era cominciata anche la storia del presidente Trump: con qualcosa che tutti trovavano troppo assurdo per diventare vero.
Ivanka si è ritirata dalla politica di prima linea e non ha annunciato alcuna candidatura. Tuttavia possiede il cognome, la notorietà e il vantaggio di non essere esclusa dal Ventiduesimo emendamento. Se il padre non potesse correre, la dinastia avrebbe già una possibile erede e Homer avrebbe nuovamente battuto gli analisti.
Nel 2028 gli americani potrebbero quindi dover scegliere tra un Trump e l’uomo che aveva previsto Trump. Oppure ritrovarsi davanti alla figliola, come annunciava quella spilla. I sondaggisti possono continuare a telefonare agli elettori. Noi, nel dubbio, aspettiamo la prossima puntata.