Il day after
Lepore «come un novello Nerone»: il centrodestra chiede le dimissioni dopo la devastazione di Bologna
Il centrodestra richiama il primo cittadino dem alle sue responsabilità per quanto accaduto alla manifestazione per Abderrahim Fakir, ma lui si autoassolve e il Pd va oltre sostenendo che «va ringraziato»
All’indomani dei disordini di Bologna alla manifestazione per Abderrahim Fakir, il centrodestra chiede le dimissioni del sindaco dem Matteo Lepore, che ha promosso l’iniziativa. Lui tenta di tirarsi fuori parlando di «due piazze», una di facinorosi e una di pacifici cittadini, e assicurando di sapere perfettamente quale lo rappresenti. Il Pd cittadino va oltre, sostenendo che «va ringraziato per aver lanciato il presidio». Nessuna assunzione di responsabilità e neanche una forma di autocritica, insomma, per aver chiamato una piazza chiaramente ad alto rischio, in un clima arroventato dal processo alla polizia subito scattato a sinistra dopo la morte del 42enne marocchino. Di più, l’opposizione sta anche portando avanti un evidente tentativo di mettere sotto accusa il governo, che ha trovato il suo apice nella richiesta alla Camera di una informativa urgente della premier sul caso Fakir.
Meloni: «Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile»
In mattinata, Meloni aveva chiarito sui social che «sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine». Quanto avvenuto in città, ha aggiunto, «è inaccettabile».
«Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro», ha sottolineato ancora la presidente del Consiglio. «Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio», ha avvertito Meloni, che poi è tornata sul tema chiarendo di aspettarsi «fermezza» da parte dell’opposizione anche quando ad alimentare questo clima sono «autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra».
Bologna devastata, fisicamente e socialmente
Mentre la sinistra, Pd in testa, si autoassolve e, anzi, si compiace, il bilancio della serata e della notte di disordini parla di una città devastata fisicamente e lacerata socialmente. La Questura ha stilato l’elenco dei danni materiali a cose e persone, tra i quali: 64 agenti feriti, sei mezzi della polizia danneggiati, due auto parcheggiate date alle fiamme, decine di biciclette distrutte, vetrine e bancomat vandalizzati, una cantiere dei lavori tramviari sostanzialmente demolito.
Le prese di posizioni poi raccontano il clima di esasperazione in città: i commercianti annunciano una serrata di protesta, i sindacati di polizia denunciano la criminalizzazione degli agenti e l’irresponsabilità istituzionale di chi ha contribuito a metterli sul banco degli imputati, gli stessi familiari di Fakir si sono trovati costretti a dissociarsi dalle violenze di una manifestazione che pure era stata organizzata in nome del loro congiunto.
Foti: «Da Lepore una pezza peggio del buco»
Un disastro totale. «La pezza è peggio del buco», ha detto il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, commentando le parole che Lepore ha affidato a un’intervista a Repubblica. «Dice di credere nello Stato di diritto, ma lo Stato di diritto non lo si difende osservando inermi chi mette a ferro e fuoco la città, aggredendo le Forze dell’ordine». «Il sindaco di Bologna deve assumersi di fronte ai cittadini le proprie responsabilità», ha aggiunto il ministro, sottolineando che «non si può richiamare alla mobilitazione popolare, alimentare un clima di condanna preventiva nei confronti della polizia e poi, quando la situazione esplode, limitarsi a evocare lo Stato di diritto».
FdI e Lega in Questura in segno di solidarietà verso gli agenti
Una delegazione di FdI si è recata in Questura per portare solidarietà agli agenti, guidata dall’eurodeputato bolognese Stefano Cavedagna e dal coordinatore cittadino del partito Francesco Sassone che hanno anche lanciato una raccolta di firme per le dimissioni di Lepore. In Questura è andata anche la Lega, che ha annunciato un esposto perché la magistratura valuti «se ci sono dei margini penali, amministrativi» nella condotta di Lepore.
Bignami: «Tutti vogliamo la verità, ma la caccia all’uomo alle forze dell’ordine è inaccettabile»
«Tutti vogliamo verità, ma parlare di giustizia presuppone che sia stata compiuta un’ingiustizia e ciò adombra sulle forze dell’ordine una responsabilità. Inevitabilmente quella piazza si è trasformata poi per la presenza di facinorosi che comunque sono sempre in una qualche minima parte coperti da una certa sinistra. Una vera caccia all’uomo alle forze dell’ordine. Tutto ciò è inaccettabile, tutto ciò ha un nome e cognome in Italia: sinistra», ha commentato il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, rilanciando sui propri social la raccolta di firme del partito per le dimissioni di Lepore.
La richiesta di dimissioni di Lepore
Il centrodestra spiega che alla base della richiesta di dimissioni c’è la manifesta irresponsabilità del sindaco per aver convocato la piazza, contribuendo a esasperare il clima contro la polizia, ovvero contro un corpo dello Stato. Di fatto, a dispetto delle belle parole della sinistra sulla solidarietà e sulla ricerca di verità, quella di Bologna è stata una piazza convocata da un’istituzione contro altre istituzioni, perché – come ha fatto notare il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – le accuse nei confronti degli agenti tradiscono anche una scarsa fiducia nei confronti dei magistrati che indagano sul caso Fakir.
Il sindaco «come un novello Nerone»
«Ci troviamo di fronte a un sindaco arruffapopolo che, al sicuro nei palazzi come un novello Nerone, guarda dall’alto Bologna bruciare», ha detto il deputato di FdI Salvatore Deidda. «Pretendiamo – ha aggiunto – che il sindaco si assuma la responsabilità politica di questo disastro». Lepore e il Pd, è stato il commento della deputata Augusta Montaruli, «sono incapaci e irresponsabili manifesti». Di condotta del sindaco che «è sembrata inadeguata in un momento così delicato della città, che ha già vissuto precedenti analoghi» ha parlato poi il senatore azzurro e presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. «Il sindaco si assumerà la responsabilità politica di questo disastro? Chi pagherà i danni? Dimissioni, subito!», si legge sulle pagine social della Lega.