Senza parole
Legge elettorale, le capriole e le amnesie della sinistra. Donzelli: “Dov’è finito l’emendamento dem sulle preferenze?”
La sinistra abbaia la luna anche sulla riforma elettorale. Urla alla deriva autoritaria, si straccia le vesti per il premio di maggioranza previsto dalla proposta presentata dal centrodestra ed è spaccata sulle preferenze. Dopo dopo aver approvato leggi elettorali “sartoriali” perfino con il voto di fiducia, adesso che al governo c’è Giorgia Meloni le opposizioni fanno le barricate sotto Montecitorio. A difesa, ça va sans dire, della democrazia in pericolo. Temono come la peste di restare all’opposizione e tifano per il pareggio, anticamera di pasticci e governicchi tecnici dove entrare dalla porta secondaria. La maggioranza, seppure con sensibilità diverse sul tema delle preferenze, intanto va avanti con la riforma.
Sinistre al delirio, maggioranza compatta. L’emendamento di FdI
A meno di mezz’ora dalla scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti alla Camera, Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc ne hanno depositato uno che reintroduce le preferenze. Si prevede il capolista bloccato e la possibilità di indicare fino a 3 preferenze, di cui una di genere tra i 6 nomi già scritti sulla scheda. Una soluzione soft che permette alla maggioranza di restare unita. L’accordo co n Forza Italia e Lega (che non hanno firmato ma voteranno a favore) c’è, dice a un esponente di spicco di uno dei partiti che ha siglato l’emendamento sulle preferenze.
Quando le sinistre sostenevano le preferenze
Nel testo presentato dal partito di Giorgia Meloni si riprendono due meccanismi già utilizzati in passato. Il capolista bloccato previsto dall’Italicum e le preferenze con nomi prestampati presenti nella legge elettorale regionale della Toscana. Soluzioni sostenute negli anni dalla sinistra. Ma le opposizione, è cronaca di questi tre anni e mezzo, non badano a piroette pur di processare il governo a priori. “Chiedo agli uffici della Camera di ritrovare l’emendamento disperso. Dopo mesi che il Partito democratico ci attacca perché nella legge elettorale da noi presentata mancano le preferenze, reputo oggettivamente impossibile che nessuno di loro abbia presentato un solo emendamento per introdurle nello Stabilicum- L’unica soluzione è che l’emendamento sia stato smarrito”. Così Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. “Siamo abituati alla loro incoerenza e alla loro allergia al corpo elettorale. Ma dopo essersi così tanto scandalizzati non credo possibile che siano così sbadati da essersi dimenticati di presentare proprio l’emendamento sulle preferenze. Nel caso l’emendamento disperso non si dovesse ritrovare, potranno comunque votare alla luce del sole quello presentato da Fratelli d’Italia, senza nascondersi dietro al voto segreto”.
Rampelli: questi funamboli che vogliono il pareggio per brama di potere
“Questi campioni di coerenza – sottolinea Fabio Rampelli in una nota – che hanno proposto per cinque volte la separazione delle carriere dei magistrati salvo fare la campagna della vita pur di bocciare il referendum per introdurla solo in odio alla Meloni. Questi funamboli secondo cui esisterebbero problemi più seri da affrontare che non varare una legge elettorale anteponendo la brama di andare al potere senza vincere le elezioni alla catastrofe di un pareggio tra centrodestra e centrosinistra. Che bloccherebbe traumaticamente e nuovamente la democrazia italiana. Puntano a reclutare un avatar qualunque per paracadutarlo a capo del governo. Hanno distrutto l’Italia – conclude il vicepresidente della Camera – e ora che la stiamo rimettendo in piedi hanno nostalgia delle macerie”.