Pd sul piede di guerra
Legge elettorale, inizia l’iter al Senato. Le opposizioni gridano alla “forzatura”. De Priamo: “Ben 26 audizioni, approfondiremo ma senza perdere tempo”
Countdown per la riforma elettorale al Senato. La proposta di legge, già licenziata a Montecitorio, è stata incardinata a Palazzo Madama: per la maggioranza il relatore sarà Andrea De Priamo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Affari costituzionali. È stato fissato entro giovedì 23, alle 12, il termine per la richiesta di audizioni, che saranno in tutto 26 (contro le 72 della Camera). Di cui 16 solo quelle delle opposizioni, quattro per gruppo. “Si svolgeranno il prima possibile, immagino la prossima settimana”, ha detto De Priamo. Mercoledì 22 ci sarà una nuova seduta della commissione Affari costituzionali in cui si proseguirà nella discussione sulla programmazione. “Approfondiremo tutti i temi proprio per dare la possibilità a tutti i gruppi, anche quelli di opposizione, di esprimersi rispetto alle tempistiche. Siamo qui per lavorare”, ha aggiunto il senatore di Fratelli d’Italia. Che ha detto di non fare previsioni per la chiusura della legge. “Abbiamo l’intenzione di non perdere tempo e di lavorare approfondendo, ma senza perdite di tempo”.
Legge elettorale incardinata al Senato, De Priamo relatore di maggioranza
“Non c’è nessuna forzatura. Abbiamo colto le istanze di un numero adeguato di audizioni tenendo conto che ne sono state fatte molte alla Camera. E abbiamo i resoconti disponibili. Il Senato è il Senato, e fa un suo esame. Ma ripetere le audizioni già svolte non avrebbe molto senso”. Così De Priamo di fronte ai capricci delle opposizioni che gridano allo scandalo e promettono barricate come a Montecitorio. “Al contrario abbiamo dato ben 26 audizioni, dando priorità alle opposizioni sul numero di auditi da indicare. Quindi non comprendo che polemiche ci possono essere sul fatto che si voglia iniziare a svolgere le audizioni”. Al termine della seduta della commissione in cui è stata incardinata la legge elettorale il senatore di FdI rispedisce al mittente le critiche. “Le opposizioni spesso ci dicono che parliamo sempre di legge elettorale. E poi vorrebbero tenere la commissione ferma non so quanto su questo. Opereremo nei tempi giusti, nel rispetto del regolamento, ma senza bloccare l’esame di altri provvedimenti che comunque la commissione intende affrontare”.
Il Pd annuncia barricate come alla Camera
Ma dal Nazareno gli ordini di scuderia sono chiari: gridare allo scandalo e alla ferita costituzionale. Il senatore dem Andrea Giorgis, al termine della seduta della commissione Affari costituzionali, parla di “ennesima forzatura da parte della maggioranza. Che ha deciso di chiudere e di ridurre le audizioni rispetto alle 72 della Camera a 26. La maggioranza ha votato e imposto”. Anche in aula proseguono le polemiche delle opposizioni per il timing della legge elettorale. A inizio seduta prende la parola per primo Francesco Boccia, capogruppo del Pd, per chiedere “una convocazione urgente” della conferenza dei presidenti dei gruppi. “Apprendiamo – dice il fedelissimo di Schlein – che la maggioranza, attraverso il presidente De Priamo, sarebbe pronto a tenere il Parlamento anche ad agosto per portare a termine quella che noi consideriamo una pessima legge elettorale. Per noi non è una cattiva notizia. Nel mese di agosto si può e si deve lavorare. E speriamo che nel nostro calendario dei lavori si possa dare priorità ai numerosi ddl sui quali l’opposizione aspetta risposte dal governo”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, smorza i toni delle opposizioni e non si presta agli attacchi. “Le forzature sono quelle che vanno contro il regolamento, se niente va contro il regolamento non è una forzatura”, dice. Poi, dopo un breve alterco con il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro, annuncia di non avere niente in contrario alla convocazione della capigruppo.
La Russa: non si fanno polemiche preventive
“Non possiamo lavorare sui se e sui ma – taglia corto La Russa – non decide la commissione. E non mi pare sia stato affrontato il tema della possibilità di lavorare qui tutto agosto. In prevenzione facciamo le polemiche? Quando il problema non si è ancora posto cominciamo con le polemiche? Se qualcuno pretende di allungare i tempi di questa legge, io sono contrario, perché sono d’accordo con le opposizioni. Finora, però, il Senato non ha discusso un solo minuto di legge elettorale, e io ho sentito esponenti dire che tutto è bloccato per la legge elettorale”.