Nessun tabù per il Colle
La Russa alla cerimonia del Ventaglio: “La legge elettorale a settembre. Vannacci? Porta male dire la vera destra”
Politica - di Gloria Sabatini - 29 Luglio 2026 alle 14:22
“Un buon segno che siamo arrivati (al quarto Ventaglio) non so se ci sarà il quinto ma già quattro è un buon record. Poi magari arriva anche il quinto, chi lo sa”. Non delude le aspettative il presidente del Senato Ignazio La Russa, durante la tradizionale cerimonia con l’Associazione stampa parlamentare. Linguaggio diretto, ironia, frecciatine. Dalla legge elettorale (che a settembre verrà licenziata anche al Senato) all’impunibilità per i minorenni, dal Quirinale al prossimo sindaco di Milano, dal Safe al costo dei carburanti.
La Russa a tutto campo alla Cerimonia del Ventaglio
“È pacifico che le preferenze hanno dei pro e hanno dei contro. La cosa strana è che noi le manteniamo dove i contro superano i pro. Per esempio nei Consigli comunali dove con 300 voti puoi fare eleggere un assessore. Poi quando le platee sono più grandi non mettiamo le preferenze, se non per il Parlamento europeo”. Così La Russa, convinto che la formula trovata sia una mediazione democratica. Sul Safe nessuno scandalo. “Già a suo tempo il ministro Crosetto o il ministro del Bilancio, non so chi dei due, ha avanzato la richiesta di potere avere un alto numero di miliardi di euro da questo fondo. Riservandosi poi di indicare l’entità precisa. E siamo in questa fase”, dice il presidente del Senato. “Non vedo nessun dramma, non vedo un problema, ma una normale procedura che può darsi non porti all’utilizzo massiccio di questo fondo”.
Perché un presidente della Repubblica non può essere di destra?
E ancora, il dossier Quirinale che agita i sonni delle opposizioni. “Perché un presidente della Repubblica di destra deve essere un tabù? Non c’è nessuna discussione sulla accettazione totale della Costituzione da parte di tutti degli esponenti di destra dal dopoguerra, oggi maggiormente. Personalmente sarei disposto a difendere con la vita La prima parte della Costituzione”. Anche sul costo della benzina il presidente del Senato non ha dubbi. A chi chiede un intervento generalizzato fa notare che costerebbe allo Stato una montagna di soldi a beneficio di chi consuma più benzina. La strada giusta è la ricerca di sistemi che cerchino di aiutare chi viene più danneggiato”. Sull‘imputabilità dei minorenni ribadisce che spetta al magistrato. “E se sul referendum qualcuno ha detto che c’era un attacco alla magistratura, gli stessi non possono dire che una norma come questa vada in direzione sbagliata. Se mi chiede da avvocato io credo che c’è una certa superficialità nell’esaminare questa proposta. Non è che automaticamente si è detto che chi ha 14 anni può essere imputato, anzi. Escludo, conoscendo i tribunali dei minorenni, che capiterà per un quattordicenne. Che cosa comporta quella norma? Che spetta al magistrato, non alla Meloni o alla politica, capire se il minore è imputabile o meno”.
Sul candidato a sindaco di Milano la mediazione è finita
Sulla candidatura a sindaco di Milano, poi, La Russa spiega che la sua mediazione è finita. “Spetterà alla Meloni, naturalmente con Salvini e Tajani, non ho detto Lupi perché non è degli interessati, scegliere. Ma voglio un impegno: che chiunque venga scelto, gli altri lo aiutino”. La seconda carica dello Stato chiarisce di non aver abusato del suo ruolo. Qualcuno fece peggio, sorride. “Grasso fondò un partito, Fini fondò un partito, Casini fondò un partito, Fanfani faceva le riunioni di corrente a Palazzo Giustiniani”.
A Vannacci dico ‘attenzione’ a dire di essere ‘la vera destra’. Porta male
Immancabile la domanda su Vannacci. “Dice di essere la vera destra. Io questa gara di chi è più destra non dico che la vinco a man bassa, perché sarei presuntuoso, ma dico che non esiste. Vannacci come generale ha il mio rispetto, però stia attento, perché porta male, veramente male, dichiararsi la vera destra. I primi che dichiararono di essere la vera destra – ha ricordato – erano Ordine Nuovo, tutti i gruppi extraparlamentari, Avanguardia nazionale, non sono finiti particolarmente bene. Poi – aggiunge La Russa – persone che io stimo profondamente hanno legittimamente cercato di dire con toni più garbati ‘noi siamo la vera destra’. Il primo è stato Rauti. Ebbe un risultato importante, attenzione Vannacci, quello di prendere non tanti voti, ma di far perdere molti collegi al centrodestra. E di consentire, per uno scarto minimo, la vittoria del centrosinistra. Poi arrivò Storace e si candidò con un altro partito col simbolo non della Fiamma. E poi ci furono degli epigoni, Forza Nuova, Casapound e compagnia bella, tutti sempre dicendo ‘sono la vera destra’. Io starei attento…”.