Un simbolo di degrado
La fine di una vergogna: smantellata la baraccopoli di San Ferdinando. I braccianti trasferiti in case popolari
L'area era nota in tutta Italia per le condizioni insostenibili in cui vi vivevano i migranti che lavorano nei campi: l'intervento è arrivato nell'ambito del decreto Caivano. Il sindaco Luca Gaetano: «Una giornata storica»
Il sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, l’ha definita «una giornata storica per la città e per tutta la Calabria»: lo smantellamento della baraccopoli che per oltre un decennio ha rappresentato un simbolo di degrado ed esclusione sociale, in cui vivevano centinaia di migranti, per lo più braccianti coinvolti nella raccolta delle arance. Oggi le ruspe l’hanno buttata giù, dopo alcuni giorni in cui sono state portate avanti le operazioni di sgombero e buona parte dei lavoratori è stata trasferita nelle palazzine di edilizia popolare costruite in contrada Serricella, a Rosarno, e assegnate a un adeguato canone di locazione.
La fine di una vergogna e l’inizio di una nuova vita per i braccianti
Lo sgombero rientra tra i provvedimenti previsti nell’ambito del decreto Caivano. Nella baraccopoli di San Ferdinando, che per anni ha costituito anche un importante problema di ordine pubblico, i braccianti erano costretti a vivere in alloggi fatiscenti e in condizioni igienico-sanitarie precarie.
Mantovano presente all’abbattimento
Allo smantellamento della baraccopoli hanno presenziato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, il commissario di governo Fabio Ciciliano, il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e altre autorità civili e militari del territorio.
Una «giornata storica» per la Calabria
Di «giornata storica» hanno parlato sia parlato il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, sia il primo cittadino di San Ferdinando Luca Gaetano. «Finalmente – ha detto Gaetano – mettiamo la parola fine a una pagina molto negativa che ha caratterizzato la nostra storia per molti anni».
Dalle parole ai fatti
«Probabilmente, per la prima volta, grazie a una sinergia istituzionale senza precedenti, a una cooperazione che ha visto tutti coinvolti, dal governo fino all’ultimo piccolo Comune, passando per il terzo settore, la Asp e molti altri soggetti che hanno dato una mano, arriveremo a una soluzione che prevede anche un futuro sostenibile», ha proseguito il sindaco di San Ferdinando, ricordando che «molte volte abbiamo assistito a progetti, a intenzioni, a buoni propositi, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti».
I prossimi interventi sul territorio
«Oggi posso dire con certezza che sono molto, molto, soddisfatto per il risultato raggiunto e per il fatto che l’abbiamo raggiunto tutti insieme», ha sottolineato ancora il primo cittadino di San Fernando, spiegando che lo smantellamento della baraccopoli «non è la parola fine per quanto riguarda il decreto Caivano-bis, adesso proseguiamo con tutti gli interventi su San Ferdinando: edilizia scolastica, riqualificazione di Villaggio Praia, verde pubblico, Teatro Auditorium e molto altro, dieci milioni di euro da spendere in città entro un anno».