L'annuncio a sorpresa
Fiorello torna su Rai1, spunta l’ipotesi terza serata: il modello è la tv di Arbore
Fiorello torna su Rai1. Quando e con quale programma ancora non si sa. Lo showman ha annunciato il ritorno con uno spot pubblicato sui social: capelli e barba brizzolati, nessuna parola, mentre una voce fuori campo scherza: “Questo non è Brad Pitt. Ora che abbiamo la vostra attenzione…”. Poi la scritta: “Prossimamente su Rai1”.
È bastato per far partire il toto-programma. Tra le ipotesi c’è quella di uno spazio in terza serata su Rai1. In parallelo potrebbe tornare La Pennicanza, o un programma simile, su Radio2, con una finestra televisiva su Rai2.
Il condizionale resta d’obbligo, ma Fiorello aveva già mostrato interesse per la terza serata, oltre che per la domenica e l’access prime time.
Fiorello e il modello Arbore
Il richiamo è alla tv di Renzo Arbore, che con Quelli della notte nel 1985 fece della tarda serata di Rai2 un laboratorio di musica, comicità, conversazioni e improvvisazione. Due anni dopo, con Indietro tutta!, trasformò in spettacolo la parodia della stessa televisione, dai quiz agli sponsor.
Una formula libera, favorita proprio dall’orario, che potrebbe adattarsi al Fiorello di oggi. Negli ultimi anni lo showman ha scelto spazi fuori dagli schemi tradizionali: Viva Rai2! alle 7 del mattino, La Pennicanza con Fabrizio Biggio tra radio, tv e social, fino alle incursioni su Rai1.
L’ultimo grande varietà classico, Il più grande spettacolo dopo il weekend, risale invece al 2011 e arrivò a superare i 16 milioni di spettatori. Quindici anni dopo sono cambiati pubblico, consumi e linguaggi televisivi.
Il ritorno nella seconda metà di ottobre
Secondo quanto appreso dall’Ansa, dietro il “prossimamente” ci sarebbe una data nella seconda metà di ottobre. Lo studio di riferimento sarebbe quello di via Asiago 10, dove i lavori sarebbero già iniziati.
Titolo, giorni e orari restano da definire, così come l’eventuale intreccio tra Rai1, Radio2 e Rai2.
Se la scelta cadrà sulla terza serata, il modello Arbore offre un precedente naturale: uno spazio meno ingessato del grande varietà, dove attualità, musica e improvvisazione possono dettare il ritmo. Un terreno che Fiorello conosce bene.