I bilaterali
Trump incontra Zelensky e Netanyahu: «Colloqui produttivi». Il presidente ucraino: «Abbiamo parlato di Patriot»
Per il premier israeliano è l'ottavo incontro con il presidente Usa nel corso del secondo mandato. Fonti americane: al centro del colloquio Iran, Libano e Accordi di Abramo
«Positivi e produttivi». Così in un post su X la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito gli incontri separati che si sono svolti a porte chiuse tra il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prima e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poi. «Il presidente Trump ha concluso i suoi incontri nello Studio Ovale con il presidente Zelensky e il primo ministro Netanyahu. Entrambi gli incontri sono stati positivi e produttivi!», ha scritto Leavitt.
La Casa Bianca: «Con Zelensky e Netanyahu incontri positivi e produttivi»
Di «un buon incontro con il presidente Trump nello Studio Ovale» ha parlato Zelensky. «Grazie per tutto quello che facciamo insieme per proteggere le vite degli ucraini e far avanzare la pace», si legge nel post del presidente ucraino, pubblicato subito dopo il colloquio con Trump, insieme alla foto dei due leader sorridenti nello Studio Ovale.
Il presidente ucraino: «Abbiamo parlato dei Patriot»
«Abbiamo parlato – ha scritto ancora Zelensky – delle licenze per la produzione degli intercettori Patriot e di molte altre idee che possono aiutare. Abbiamo anche parlato di diplomazia, è importante che il processo diplomatico venga rinforzato. I nostri team organizzeranno i dettagli per altre comunicazioni. Sono grato agli Usa per il loro fermo sostegno».
«La prima e più importante cosa ho rivolto al presidente Trump le nostre condoglianze per la morte di Lindsey Graham, un vero amico dell’Ucraina», ha detto ancora Zelensky, a Washington per partecipare ai funerali del senatore repubblicano.
L’incontro tra Trump e Netanyahu
«Siamo perfettamente allineati sull’Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump», ha detto il portavoce di Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Bloomberg. Il portavoce ha anche precisato che i due leader non hanno parlato degli F-35 alla Turchia, alla cui vendita Israele si oppone.
In un post della vigilia sui propri social il premier israeliano ha ricordato che quello appena svolto è l’ottava «riunione» con Trump nel corso del suo secondo mandato. «Più di quante ne abbia avute con qualsiasi altro leader internazionale. È un grande privilegio, ma è anche una grande responsabilità», ha aggiunto Netanyahu, anticipando che «discuteremo di tutte le questioni all’ordine del giorno, in primo luogo l’Iran. Naturalmente, il nostro obiettivo è salvaguardare la nostra sicurezza e anche ampliare il cerchio di pace intorno a noi». «Mi accingo a questa missione con un obiettivo chiaro: garantire la sicurezza, la forza e il futuro del nostro caro Stato di Israele», ha aggiunto rendendo anche omaggio alla memoria di Graham.
Al bilaterale anche Rubio, Hegseth e Witkoff
L’incontro è durato circa un’ora e mezza. Prima dell’inizio funzionari della Casa Bianca avevano confermato che Trump e Netanyahu avrebbero discusso del conflitto in corso con l’Iran, della presenza di Israele nel Libano meridionale e degli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo. Al bilaterale, come emerso dalle numerose foto postate sui profili di Netanyahu, hanno partecipato anche il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Guerra Pete Hegseth e l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff. Rubio, Hegseth e Witkoff appaiono seduti al tavolo dei colloqui insieme ai due leader e a membri della delegazione israeliana.