Putin ha un solo bersaglio
Kiev, notte di terrore sotto i missili russi: almeno dieci morti, aumentano i feriti e i palazzi sono cumuli di macerie
L’attacco è arrivato poche ore dopo l’allarme di Zelensky da Dublino. Colpiti edifici residenziali, strutture sanitarie e quartieri civili
Esteri - di Alice Carrazza - 2 Luglio 2026 alle 09:27
Almeno dieci persone sono morte e 54 sono rimaste ferite a Kiev nella notte tra mercoledì e giovedì, quando la Russia ha lanciato missili balistici, missili da crociera e droni contro la capitale ucraina. L’attacco ha investito edifici residenziali, strutture sanitarie, un hotel e diversi quartieri civili. È una nuova prova di forza per l’Ucraina, arrivata mentre il Volodymyr Zelensky era a Dublino per chiedere all’Europa più sostegno e una corsia più rapida verso l’adesione all’Ue.
Le prime esplosioni sono state udite intorno alle 23 ora locale. Poi la città è rimasta sospesa per ore tra sirene, boati, incendi e messaggi delle autorità che invitavano a non uscire dai rifugi. Nelle stazioni sotterranee della metropolitana, famiglie e anziani hanno trascorso la notte sui marciapiedi, tra coperte, telefoni accesi e bambini addormentati sulle borse. In superficie, i soccorritori hanno lavorato tra i detriti di palazzi colpiti e appartamenti sventrati, cercando persone rimaste intrappolate.
Klitschko: «Furioso attacco nemico»
Il sindaco Vitali Klitschko ha chiesto ai residenti di restare al riparo mentre la capitale era ancora sor a un «furioso attacco nemico». Tra i feriti ci sono cinque operatori sanitari, compreso un paramedico in condizioni critiche. Il dettaglio pesa perché, secondo le autorità locali, tra gli edifici danneggiati figurano anche strutture mediche. Non solo obiettivi energetici o militari, dunque, ma il tessuto ordinario di una capitale che da oltre quattro anni vive dentro la guerra.
Il presidente russo Vladimir Vladimirovič Putin ha dato ordine ufficiale al suo esercito di preparare nuovi piani e scenari per un nuovo attacco massiccio a Kiev, la capitale dell’Ucraina. pic.twitter.com/cSaiRX3VQY
— Adriano Valente (@AdrianoValui) July 2, 2026
Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare cittadina, ha riferito di almeno 28 luoghi colpiti, «principalmente edifici residenziali e infrastrutture civili». I danni hanno interessato i distretti di Desniansky, Shevchenkivskyi, Solomyanskyi, Pecherskyi, Obolonskyi e Podilskyi. Un palazzo di cinque piani e uno di nove sono stati centrati o pesantemente danneggiati, alimentando per ore il timore di un bilancio ancora più grave sotto le macerie.
L’allarme prima dei raid
L’attacco non è arrivato senza preavviso. Poche ore prima, Zelensky aveva avvertito gli ucraini dal Castello di Dublino, dove si trovava in visita ufficiale accanto al premier irlandese Michael Martin e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. «Abbiamo informazioni su un nuovo massiccio attacco russo: disponiamo di dati di intelligence pertinenti», aveva detto. Poi l’appello ai cittadini: «Sappiamo che Putin sta preparando da tempo un attacco massiccio contro l’Ucraina. È esattamente questa la minaccia che affrontiamo stanotte».
Kiev is burning again.
While Western media stays silent, Russia just sent another message about what happens when you cross certain lines. pic.twitter.com/sSA4nRkpUC
— Rina Lu🇷🇺 (@rinalu_) July 2, 2026
Il leader ucraino ha annunciato il rientro immediato in Patria. Ha anche sostenuto che l’offensiva dimostra come il presidente russo Vladimir Putin stia «rifiutando completamente di porre fine alla guerra». È la lettura politica di Kiev: ogni nuova ondata su città e infrastrutture civili viene interpretata come un segnale diretto all’Ucraina e ai suoi alleati, mentre i tentativi diplomatici traballano e il fronte continua ad assorbire uomini, munizioni e risorse.
La pressione su Kiev e il messaggio all’Europa
Il raid arriva in un momento delicato. Da Dublino, Zelensky ha chiesto all’Unione europea di aprire entro l’anno i cluster negoziali ancora fermi per l’adesione dell’Ucraina. L’Irlanda, che si prepara alla presidenza di turno dell’Ue, ha assicurato sostegno politico a Kiev. Ma la guerra continua a dettare tempi e priorità.
La Russia, nelle ultime settimane, ha intensificato la pressione. Kiev, a sua volta, ha aumentato gli attacchi con droni a lungo raggio contro siti militari e infrastrutture energetiche russe. È una dinamica di escalation incrociata, nella quale Mosca prova a logorare la tenuta interna ucraina, e Kiev cerca di spostare il costo della guerra anche oltre il confine russo.
Il fronte interno di Zelensky
Sul piano politico, il presidente ucraino si muove tra più dossier aperti. C’è il rapporto con l’Europa, c’è la necessità di mantenere il sostegno occidentale, c’è il tema delle future elezioni, congelate dalla legge marziale dopo la scadenza del mandato presidenziale nella primavera del 2024. Secondo quanto riportato dalla stampa ucraina, Zelensky avrebbe incontrato l’ex comandante Valerii Zaluzhny, oggi ambasciatore a Londra, in un colloquio legato anche agli equilibri politici del dopoguerra.
Le urne, in Ucraina, restano subordinate allo scenario bellico e alla sicurezza nazionale. Ma il tema esiste, anche perché il percorso verso l’Ue richiede istituzioni solide, consenso interno e continuità democratica. Per Zelensky, il rischio è doppio: non lasciare spazio alla propaganda russa sul mandato scaduto, ma nemmeno aprire una competizione che possa dividere il Paese mentre il conflitto è ancora in corso.
All’alba, Kiev contava morti, feriti, incendi e palazzi danneggiati. La regione circostante ha registrato danni in cinque distretti, compresa l’area di Bucha, dove i servizi di emergenza sono intervenuti su magazzini e abitazioni. Il bilancio potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore.
⚡️ MULTIPLE EXPLOSIONS ROCK kiev https://t.co/n4SbZolOp7 pic.twitter.com/aB6jODuJfO
— Russian Market (@runews) July 2, 2026