Divisi alla mèta
Il Campo largo si sfalda ancora una volta in 5 mozioni sulle missioni internazionali. FdI: “E vogliono pure darci lezioni…”
La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che autorizza, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2026, la prosecuzione delle missioni internazionali in corso, oltre alla partecipazione dell'Italia a tre nuove missioni. Dalle opposizioni la solita figuraccia
Sparpagliati alla mèta. Un’altra prova di disunità, un’altra prova di lacerazioni macroscopiche portata in scena dalle opposizioni presentatesi con cinque risoluzioni al voto sulle Missioni internazionali. Mentre l’Aula della Camera ha dato il via libera alla risoluzione unica della maggioranza, il voto ha dimostrato ancora una volta che il campo largo non esiste. Esiste solo nei racconti delle opposizioni e quando c’è da attaccare la premier Meloni. La votazione di martedì riguardava la relazione delle Commissioni III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori Missioni internazionali per l’anno 2026. La deliberazione del Cdm adottata il 14 maggio 2026 si è incentrata sulla relazione analitica delle Missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all’anno 2025, anche al fine della relativa proroga per l’anno 2026.
Il Campo largo si sfalda sulle missioni internazionali: 5 mozioni alla Camera
La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che autorizza, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2026, la prosecuzione delle missioni internazionali in corso, oltre alla partecipazione dell’Italia a tre nuove missioni. Il provvedimento prevede l’impiego massimo complessivo di 11.642 militari nei diversi teatri operativi, con una consistenza media di 7.459 unità e un fabbisogno finanziario per il Ministero della Difesa pari a circa 1,38 miliardi di euro. Il campo sparso si è sparpagliato con cinque mozioni diverse di Pd, M5S, Alleanza verdi e sinistra, di Azione, di Italia viva. Mozione separata quella di Futuro nazionale. Non è una novità, certo, non è la prima volta che il centrosinistra si presenta al momento della verità, però è la dimostrazione man mano che passa il tempo che ci separa dalle elezioni 2027 che Schlein e alleati non sono pronti a prendere le redini di questo Paese. Discettano di primarie, rimandano il programma a settembre, ma non si sa bene di cosa parlino veramente: la parola programma in questo contesto è grottesca. La politica estera è il terreno di fratture insanabili tra i vari partiti del campo sparso. E pensare che è passato poco più di un mese dalla famosa foto della taverna Costanza che lasciava intendere chissà quale armonia.
Missioni internazionali: passa la mozione unitaria del centrodestra
“Su un tema centrale per la politica estera e per la sicurezza nazionale, qual è appunto quello della partecipazione italiana alle Missioni internazionali, il centro sinistra si è diviso su ogni singola missione. Al punto che spesso il “tricolore” ha colorato il display dell’opposizione – fa notare Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e Questore della Camera- : è la conferma che non esiste né una maggioranza alternativa tantomeno un’opposizione unita: ma solo un’alleanza elettorale che si divide ogni volta che la politica entra nel merito. Il campo largo, sui temi importanti, mostra la stessa ‘compattezza’ di una tipica riunione di condominio”.
Trancassini: “La dimostrazione che non esiste una maggioranza alternativa”
Vien da ridere ascoltando i leader di opposizione disquisire sulle presunte divisioni del centrodestra, quando hanno in casa problemi al momento insormontabili per ipotizzare una coalizione in grado di durare alla guida dell’Italia. Va giù pesante il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “Le sparpagliate minoranze cercano di dare lezioni di politica estera al governo. Ma, alla prova dei fatti, dimostrano che anche in questa materia così delicata non hanno nessuna posizione comune”. In occasione del dibattito in Aula alla Camera sulle missioni militari all’estero, le opposizioni hanno presentato ben cinque risoluzioni diverse. “Più che un ‘campo largo’, un ‘campo sparso’, dove ognuno dice la sua”. E’ accaduto quasi sempre in occasioni di votazioni su temi riguardanti questioni internazionali. E non è un particolare secondario. La politica estera è fondamentale per la credibilità di una coalizione.
Gasparri: “Il ‘campo sparso’ pretende pure di dare lezioni”
“Quella di maggioranza di centrodestra ha sempre saputo trovare punti di sintesi su scelte fondamentali. La sinistra invece si disperde in mille rivoli, confermando la sua inadeguatezza a ruoli di governo – incalza il Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato-. E nel ‘campo sparso’ c’è perfino chi fa il consulente a pagamento di questo o di quel Paese. Una condizione molto precaria per potersi intestare il ruolo di maestro e di polemista”. Anche in questa occasione le sinistre non hanno fatto nulla per nascondere gli evidenti limiti di una ‘armata Brancaleone’, incapace di trovare una sintesi su scelte fondamentali”.
L’impegno sulle missioni
La risoluzione del centrodestra autorizza tre nuovi impegni: una missione militare in Iraq e Medio Oriente, con un massimo di 196 unità di personale e 5 mezzi aerei; una nel Corno d’Africa, con 45 unità e due mezzi terrestri; e una missione della Guardia di finanza in Tunisia per attività di consulenza, assistenza, supporto tecnico e addestramento a favore della Garde Nationale Maritime. Confermata la partecipazione italiana alle missioni in corso nei Balcani, in Ucraina, Libano, Medio Oriente, Africa e nelle operazioni Nato, Ue e Onu, con una particolare attenzione strategica al Mediterraneo allargato. Nel testo si ribadisce il ruolo dell’Italia nel sostegno al multilateralismo, alla cooperazione internazionale e alla stabilizzazione delle aree di crisi, mentre per gli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e sicurezza sono previste risorse per circa 354 milioni di euro nel 2026.
Gli “sparpagliati”
Questo lo stato dell’arte: per i dem va autorizzata la proroga della partecipazione nazionale alle iniziative Nato, Ue, di coalizione e bilaterali di supporto all’Ucraina. Per i Cinque Stelle e Avs, invece, va autorizzata, ad alcune condizioni, solo la missione Eumam a sostegno di Kiev e non quella «Nato Security Assistance and Training for Ukraine». Divergenze nelle opposizioni ci sono anche su altre missioni, come per esempio «l’European Union Border Assistance Mission» in Libia.