Una spina nel fianco
Francia, l’eutanasia passa ma è un boomerang per Macron. Ora rischia la “bella morte”. Houellebecq all’attacco
Eutanasia, una brutta spina nel fianco per Emmanuel Macron. La legge sul fine vita torna a dividere la Francia e l’approvazione in via definitiva dell’Assemblea nazionale alla legge sul cosiddetto “aiuto a morire” rischia di trasformarsi in un boomerang per il presidente francese. Non a caso il primo ministro Sébastien Lecornu, contrario all’eutanasia a titolo personale, ha intenzione di appellarsi al Consiglio costituzionale. Il dossier viene passato al setaccio da Le Figaro che oggi apre con un titolo a tutta pagina illuminante. Fin de vie: Lecornu doute, Macron veut passer en force (“Fine vita: Lecornu dubita, Macron vuole forzare la mano”).
Francia, fine vita: il Parlamento approva ma il Paese è diviso
Fin dalla sua nomina a Matignon, Lecornu ha fatto sapere di non essere favorevole anche se il suo governo ha seguito le indicazioni dell’Eliseo. Le Figaro evidenzia la sorpresa per l’appello al Consiglio costituzionale da parte del primo ministro Lecornu. E illumina sulle spaccature nell’esecutivo attorno a una legge che ha attraversato un iter a dir poco accidentato. L’articolo principale, insieme all’editoriale di Laurence de Charette intitolato Le tragique et la fête, (La tragedia e la festa) pone l’accento sulle questioni giuridiche ed etiche che da anni dividono la Francia.
La bocciatura senza sconti dello scrittore Michel Houellebecq
Sul dibattito che viene da lontano svetta la bocciatura senza sconti dello scrittore Michel Houellebecq. Più volte in questi anni dalle colonne de Le Figaro ha processato la proposta di legge sull’eutanasia. “Non posso fare a meno di pensare che, chiedendo per i suoi cittadini l’accesso all’eutanasia, è la propria eutanasia che la Francia chiede”. Parole come pietre che fotografano il corto circuito dell’inquilino dell’Eliseo. “Entriamo in un mondo dove sarà più facile morire; avrei preferito un mondo in cui si possa vivere”, scrive ancora Houellebecq. “Quando un paese arriva a legalizzare l’eutanasia, perde ai miei occhi ogni diritto al rispetto”.
“Quando un paese legalizza l’eutanasia perde ogni diritto al rispetto”
L’intera opera letteraria di Michel Houellebecq è attraversata dalla riflessione sull’eutanasia. Tempo fa scrisse: “Non prometto di smettere di pensare, ma almeno di smettere di comunicare i miei pensieri e le mie opinioni al pubblico. Tranne nel caso di una grave emergenza morale, per esempio la legalizzazione dell’eutanasia”. Una crociata ben argomentata che centro l’obiettivo. Lo scrittore mette all’indice un certo pensiero unico in materia di bioetica, che non tiene in considerazione centinaia di anni di riflessioni sul tema. “Vedo una specie di arroganza progressista che mi sembra inaudita. Equivale a spazzare via tutta la saggezza e il pensiero del passato. Non c’è bisogno di essere un cattolico reazionario per essere contro l’eutanasia”.
Essere contro non è da cattolici reazionari
Gravissimo errore ideologico per i progressisti ridurre un filosofo come Houellebecq, e molti altri, a catho-réac, cattolici reazionari. “Su un sito web americano, sono trascritte le posizioni delle varie religioni sulla questione dell’eutanasia. È americano, ci sono dunque molte comunità religiose. Quello che emerge è che, a eccezione degli unitariani, nessuna religione è a favore”, ha detto Houellebecq in un dibattito sul Figaro Tv attorno al documentario “Ensemble”. Che racconta la vita ordinaria in un reparto di cure palliative di un centro medico della provincia francese.