Il dibattito
Ebola, l’Ue valuta le restrizioni per chi arriva dai Paesi a rischio: un vaccino è già in elaborazione
Al momento l'Agenzia europea per i medicinali sta lavorando a un vaccino con mina che dovrebbe essere pronto entro 45 giorni. Nel frattempo, l'Ue si è riservata di poter valutare gli ingressi contingentati
La Commissione Europea ha dibattuto sull’opportunità di inserire restrizioni ai viaggiatori provenienti dagli Stati africani centrali colpiti dall’epidemia provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola. Nonostante ciò, la presidente Ursula von der Leyen ha deciso di continuare come oggi, con un’attenta «vigilanza» sull’evolversi della situazione, senza escludere misure più stringenti in futuro. La discussione, come risulta dal verbale consultato dall’Adnkronos, è avvenuta nella riunione del collegio dei commissari del 27 maggio scorso a Bruxelles, quando i decessi provocati dal virus erano poco più di cento mentre oggi hanno superato quota 1.400.
La commissaria alla Gestione delle crisi Hadja Lahbib ha evidenziato «la difficoltà di ottenere stime realistiche e di contenere la diffusione del virus nella regione colpita”, data l”‘instabilità politica e la notevole pressione esercitata dalla popolazione locale sulle squadre mediche». Stando a quanto riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il pericolo associato al ceppo Bundibugyo di Ebola è «molto alto» a livello nazionale nella Repubblica Democratica del Congo, «alto» a livello regionale e «basso» a livello globale, inclusa l’Unione Europea. Per il Sars Cov-2, l’Oms aveva alzato il livello globale ad “alto” il 26 gennaio 2020, meno di un mese prima che si scoprisse che il virus si era già diffuso in Val Padana.
L’Ue valuta restrizioni per i viaggiatori dall’Africa centrale a seguito dei contagi da Ebola
«Una parte delle difficoltà nella gestione della situazione – ha sottolineato Lahbib – derivano dal fatto che il virus non è facilmente rilevabile perché i suoi sintomi sono simili a quelli di altre comuni infezioni virali». Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario alla Salute, l’ungherese Oliver Várhelyi, affermandoo tra l’altro che l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) sta lavorando a un vaccino a mRna contro questo specifico ceppo e che «potrebbe essere sviluppato in circa 45 giorni attraverso la procedura di approvazione accelerata». Varhelyi ha sottolineato inoltre che l’Oms «raccomanda lo screening alle frontiere e sulle principali vie di comunicazione interne per garantire che nessun caso sospetto venga trascurato».