Le indagini
Caso Fakir, il giorno dell’autopsia: l’esito in 90 giorni. L’avvocato degli agenti: «Vivono come un dramma quello che è accaduto»
Arriveranno entro 90 giorni, secondo i termini stabiliti dalla Procura, i risultati dell’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica durante un intervento della polizia in zona Pilastro a Bologna. L’esame, iniziato stamattina presso l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, dovrà chiarire – ha sottolineato il legale dei due agenti, Gabriele Bordoni – «le cause della morte e tutto quello che ci è ruotato attorno, sull’intervento dei poliziotti e dei sanitari. E anche sulle condizioni di quest’uomo prima che tutto ciò accadesse».
La tac ossea e l’autopsia su Fakir
Secondo indiscrezioni trapelate ad autopsia ancora in corso, nei polmoni sarebbe stato trovato del sangue. Ieri, era stata effettuata una tac ossea, eseguita in via preliminare proprio in vista dell’esame di oggi. Una circostanza confermata dall’avvocato Bordoni, che ha però chiarito di non avere notizie sull’esito e di restare in attesa dei riscontri di medici ed esperti. I suoi assistiti, ha detto l’avvocato rispondendo ai cronisti sull’ipotesi di una morte per soffocamento indicata dal Messaggero, «non hanno nessuna considerazione da fare. Loro le considerazioni sul piano umano e sul piano professionale che dovevano fare attraverso di me le hanno già fatte e adesso non hanno nient’altro da aggiungere. Aspettano che siano le persone che hanno le competenze mediche a dare le risposte dovute».
Un «no comment» sul punto è stato opposto anche dall’avvocato di parte civile della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo: «Io su questo non dico niente, no comment, non mi sento di smentirlo, non mi sento di interloquire al momento su questo», ha risposto ai cronisti. All’autopsia hanno assistito consulenti di entrambe le parti.
L’avvocato degli agenti: «Vivono quella morte come un dramma»
Bordoni, intervenuto a L’aria che tira su La7, ha ricordato che i due agenti sono «due ragazzi molto giovani (hanno 23 e 28 anni, ndr) che quindi ovviamente vivono come un dramma l’avere presenziato alla morte di un uomo che avevano cercato in ogni modo di preservare da eventi negativi». «Purtroppo è una una tragedia per tutti», ha sottolineato l’avvocato che alla domanda se i suoi assistiti avessero la preparazione necessaria per l’immobilizzazione di Fakir ha risposto che «hanno il curriculum che hanno tutti gli agenti con una preparazione basica, ma se si osserva il loro intervento, come ho potuto fare esaminando l’intera ripresa della bodycam, si nota una serie di accorgimenti che vanno nella direzione di essere particolarmente attenti e preparati al di là della loro formazione accademica e poliziesca».
I due poliziotti, ha aggiunto l’avvocato, «sono stati molto attenti e molto bravi e hanno fatto al meglio quello che si poteva fare. Poi ci possono essere difficoltà tecniche e operative in corso d’opera», ma c’è stata «la doverosa tutela» verso l’uomo.
La perquisizione in casa di Fakir
Intanto la Procura, già in possesso del video della bodycam indossata da uno dei due agenti, continua ad acquisire i filmati dei residenti del Pilastro, che a decine hanno ripreso quanto avvenuto domenica. Secondo quanto emerso, inoltre, durante una perquisizione in casa di Fakir, avvenuta mercoledì, la squadra mobile, su delega della Procura, avrebbe sequestrato pc e cellulari. Inoltre, il cugino di Fakir, suo coinquilino, presente al momento della perquisizione, sarebbe stato sentito come testimone. In casa non sarebbero state trovate sostanze stupefacenti.