Sangue in Germania
Attentato al Pride di Berlino: è caccia al 21enne, già noto come sostenitore dello Stato islamico. Meloni: “L’Italia condanna l’odio e l’estremismo”
Diffusa la foto del sospettato. E' caccia al presunto responsabile. Merz: «È un attacco alla nostra società». La solidarietà della Premier italiana
La polizia tedesca ha identificato un presunto responsabile e ha avviato le prime indagini per quello che la Bild definisce “attentato”, dopo che un furgone ha travolto la folla uccidendo almeno una donna e ferendone almeno 16 al Pride di Berlino. Si ritiene che si tratti di Abdul B., un uomo di 21 anni e già noto alle forze dell’ordine come membro dell’ambiente islamista.
Bild: tedesco di origini libanesi in carcere minorile fino a maggio
Il sospetto autore dell’attacco è nato a Berlino nel 2005 ed è un cittadino tedesco di origine libanese. Lo scrive Bild citando fonti della sicurezza tedesca, che precisano che il giovane era noto alle autorità per crimini come aggressione aggravata ed estorsione, per i quali è stato fino allo scorso maggio in carcere minorile, e per essere un sostenitore dello Stato Islamico. Il giornale rende noto anche che le autorità tedesche hanno allargato la loro caccia all’uomo anche ai Paesi confinanti, allertando Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca.
Diffuse foto e info sospettato
Dopo aver diramato delle informazioni la polizia ha anche diffuso una immagine di quello che ritiene essere il responsabile dell’attentato che si è consumato ieri in tarda serata nella zona del Tiergarten: l’uomo viene descritto di corporatura snella, circa 1,90 metri di altezza, capelli neri, felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi. La raccomandazione diffusa dai media tedeschi è di evitare il contatto diretto e di usare immediatamente il numero di emergenza della polizia, il 110. Ai media un portavoce della Polizia di Berlino ha detto: “Ci tenevo a informarvi che, in questo contesto, c’è effettivamente un primo sospettato” spiegando che non ci sono ancora elementi in merito alle motivazioni specifiche o al grado di coinvolgimento nel reato. Ma “è stato identificato un sospettato, il quale si ritiene appartenga agli ambienti islamisti di Berlino”. Il portavoce della polizia parla di “grande passo avanti nelle indagini” su “un grave atto di violenza” e che la polizia è interessata a ricevere segnalazioni da qualsiasi fonte per poter procedere all’arresto del sospettato. La caccia all’uomo è in pieno svolgimento. Un portavoce della polizia ha dichiarato a Bild che “Lo stiamo cercando, ma non lo abbiamo ancora arrestato”.
Perquisito un appartamento
La polizia tedesca ha anche perquisito un appartamento a Schöneberg ma non sono stati effettuati arresti perché all’interno non è stato trovato nessuno, ha dichiarato Florian Nath, portavoce della polizia, ai media tedeschi.
Il blitz, che ha coinvolto le forze speciali di polizia è avvenuto intorno all’1:10 del mattino ed era stato riportato da Die Welt. Un forte boato, simile a un’esplosione, sarebbe stato udito all’interno del condominio. Gli agenti di polizia erano entrati nell’edificio prima del blitz. Il condominio si trova a circa un chilometro dal luogo del crimine.
Merz: Crimine atroce, un attacco alla nostra società
“A Berlino un crimine atroce, un attacco alla nostra società” ha commentato Friedrich Merz. “Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo celebravano pacificamente la Giornata di Christopher Street – h scritto in un post il cancelliere tedesco, usando il modo in cui viene indicato il Pride in Germania, con un riferimento all’indirizzo a New York del Stonewall Inn, lo storico locale dove nel 1969 scoppiò la rivolta che diede inizio al movimento per i diritti dei gay – volevamo che ci trattassimo gli uni con gli altri con rispetto e tolleranza”.
Per Merz : “Questo è un attacco alla nostra società, noi siamo aperti e amanti della liberà e questo lo preserveremo e difenderemo. Questo atto verrà indagato con la massima severità. I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie auguro ai feriti una pronta guarigione e ringrazio tutto il personale di pronto intervento” ha concluso.
La solidarietà di Giorgia Meloni e del Governo italiano
Attraverso un post sui social, la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso il suo rammarico: “Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco” ha detto la premier.
Tajani e la Farnesina in prima linea
In attesa di ulteriori sviluppi è intervenuto sull’attacco il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. In un post su X ha scritto “L’Europa unita si schiera contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini. A nome del Governo ho espresso solidarietà al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul per il grave attentato a Berlino. Sono vicino alle vittime e ai loro familiari”. Intanto Il ministero degli Esteri e l’ambasciata d’Italia in Germania monitorano la situazione a Berlino a seguito dell’attentato al Christopher Street Day. E’ la stessa Farnesina a riferirlo in un post, indicando anch che “Per eventuali segnalazioni e’ possibile contattare l’Ambasciata d’Italia a Berlino ai numeri +49 1703002912 e +49 1736262965, l’Unità di crisi allo 0636225 o il numero di emergenza dedicato delle autorità tedesche +49 30 8485 4460”.