Al momento sono solo minacce ma se Trump e gli Usa decidessero davvero di disimpegnarsi sul fronte Nato, l’Europa si troverebbe a dover colmare “buchi” e a fronteggiare minacce, innanzi tutto dal fronte russo. E anche bielorusso. Ecco perché assume grande rilevanza la notizia dell’avvio di una maxi esercitazione del fronte est della Nato, a iniziativa tedesca, dal nome evocativo, “Scudo per la libertà”, “Freedom Shield 2026“, una grande esercitazione militare che vede impegnato in massima parte dall’esercito federale tedesco della Bundeswehr nella piccola località di Pabrade in Lituania, distante appena 20 chilometri dal confine con la Bielorussia.
Nato e Russia, iniziano le esercitazioni ai confini con la Bielorussia
Partecipano circa 2.900 militari e 800 veicoli provenienti da otto Paesi NATO, con una forte presenza tedesca. Si tratta di un’area geografica classificata dalla Nato ad alto rischio bellico per via della crescente minaccia da parte della Russia e delle sue ripetute provocazioni militari sui Paesi Baltici con incursioni negli spazi aerei, sorvoli di aerei da spionaggio e attacchi informatici che mettono a dura prova i sistemi di difesa dell’Estonia, Lettonia e Lituania.
Nel corso dell’esercitazione di oggi verrà simulato un attacco con droni e missili e il suo respingimento con sofisticati sistemi anti missilistici e anti droni. Un vero e proprio scenario da “guerre stellari“ al quale partecipano 2800 soldati tedeschi e lituani. A seguire la massiccia esercitazione sono arrivati sul posto anche il ministro tedesco della difesa Boris Pistorius e quello della Lituania Robertas Kaunas. Per renderlo possibile in Lituania, nei pressi del paese di Rudninkai distante appena 35 chilometri dalla capitale di Vilnius, l’esercito federale tedesco ha costruito un intero villaggio-caserma, composto di alloggi per i soldati e i loro famigliari, di depositi e magazzini, scuole, supermercati, un centro sportivo e un’area di addestramento. Lo stazionamento, che rappresenta la più grande presenza di soldati tedeschi all’estero dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, costerà allo stato tedesco dai 4 ai 6 miliardi di euro. La presenza dei soldati tedeschi è stata accolta con grande simpatia dall’opinione pubblica lituana che secondo un recente sondaggio giudica all’86% come „rassicurante“ la presenza del contingente militare alleato.
E l’Italia? Partecipa stabilmente al gruppo multinazionale in Lettonia sotto comando canadese, il presidio italiano più importante nel Baltico. Il battlegroup in Lituania è invece guidato dalla Germania e l’Italia contribuisce con piccoli contingenti rotativi.