Sfide emergenti
Tratta di esseri umani e tecnologie digitali: nuove forme di sfruttamento nell’era online
Le vittime vengono attirate con offerte di lavoro e si ritrovano imprigionate in un sistema criminale. Gli esperti definiscono il fenomeno come una forma di confluenza in cui tratta di esseri umani e la criminalità informatica si rafforzano reciprocamente
La diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente le modalità operative delle organizzazioni criminali coinvolte nella tratta di esseri umani. Social network, applicazioni di messaggistica, piattaforme online e sistemi di pagamento digitali consentono oggi ai trafficanti di individuare, reclutare e controllare le vittime con maggiore anonimato ed efficacia rispetto al passato.
L’allarme di Europol
Particolarmente preoccupante è l’impatto di questi strumenti sui minori, sempre più esposti ai rischi di adescamento online. Attraverso falsi profili, relazioni virtuali e offerte ingannevoli, le reti criminali riescono a instaurare rapporti di fiducia che possono sfociare in forme di sfruttamento sessuale, lavorativo o criminale. Questo fenomeno, noto come e-trafficking rappresenta, secondo Europol, una delle principali sfide emergenti per le istituzioni impegnate nella tutela dell’infanzia.
Le nuove frontiere dello sfruttamento
Inoltre, negli ultimi anni si è sviluppata una nuova forma di sfruttamento che unisce tratta di esseri umani e criminalità informatica: il traffico di persone destinate alle operazioni di cyber truffa. Secondo una recente valutazione dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), quello che inizialmente appariva come un fenomeno concentrato nel Sud-Est asiatico si sta progressivamente estendendo anche ad altre aree del mondo, compresa l’Europa.
Le dimensioni economiche del fenomeno
L’Europa orientale e sudorientale, in particolare l’area dei Balcani occidentali è oggi tra le regioni maggiormente interessate. A marzo 2025 si stimava che circa 300.000 persone appartenenti a oltre 80 nazionalità diverse fossero trattenute in strutture dedicate alle frodi online. Le dimensioni economiche del fenomeno sono enormi: secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine, nel solo Sud-Est asiatico le attività legate alle cyber truffe hanno generato tra i 18 e i 37 miliardi di dollari nel 2023, mentre la Global Anti-Scam Alliance ha stimato perdite globali per circa 1.000 miliardi di dollari nel 2024.
Le vittime attirate con false offerte di lavoro
Le vittime vengono generalmente attirate attraverso false offerte di lavoro diffuse tramite piattaforme digitali. I canali più utilizzati sono Telegram, presente nel 34% dei casi analizzati e WhatsApp che rappresenta il 28%, seguiti da LinkedIn, Viber, email e siti web specializzati. I trafficanti prendono di mira soprattutto giovani adulti tra i 18 e i 40 anni con istruzione elevata, competenze informatiche e conoscenza delle lingue straniere.
Il sistema delle truffe online
Le proposte riguardano impieghi apparentemente regolari nei settori del trading finanziario, delle criptovalute, dell’assistenza clienti, dei call center o del gioco online. Una volta accettata l’offerta e raggiunta la destinazione, le vittime vengono private dei documenti, isolate e costrette a lavorare all’interno di complessi sorvegliati, soprattutto in Myanmar, Cambogia e Laos dove partecipano a operazioni di frode online.
Qui infatti vengono costrette a lavorare per lunghe ore nell’organizzazione di truffe online sotto minaccia di violenze fisiche, psicologiche ed economiche. Gli esperti definiscono questo fenomeno come una forma di confluenza criminale nella quale la tratta di esseri umani e la criminalità informatica si rafforzano reciprocamente, infatti le stesse tecnologie che consentono la comunicazione globale vengono utilizzate per individuare, reclutare e controllare le vittime.
I social media permettono di raggiungere rapidamente migliaia di persone, le piattaforme di messaggistica garantiscono comunicazioni difficili da intercettare, le criptovalute facilitano il trasferimento dei profitti illeciti e gli strumenti digitali consentono alle organizzazioni criminali di operare simultaneamente in più continenti.
Coinvolto il 40% degli Stati Osce
Secondo l’OSCE circa il 40% degli Stati partecipanti è già coinvolto, direttamente o indirettamente da questa forma di sfruttamento. Ciò conferma come la convergenza tra tratta di esseri umani e criminalità digitale rappresenti una minaccia crescente che richiede nuove strategie di contrasto.
La necessità di rafforzare la cooperazione internazionale
Di fronte a questa evoluzione gli esperti sottolineano la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale tra forze dell’ordine, istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e organizzazioni della società civile. Allo stesso tempo è fondamentale investire nella prevenzione, nell’educazione digitale e nell’identificazione delle vittime con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più vulnerabili.
La tratta di esseri umani nell’era digitale dimostra come le innovazioni tecnologiche possano essere sfruttate anche per finalità criminali, per questo comprendere le nuove modalità di reclutamento e sfruttamento è oggi essenziale per sviluppare risposte efficaci e garantire una protezione adeguata alle vittime.