Chi è Roberto Gagnor
Topolino licenzia uno storico autore dopo 23 anni: ha litigato coi lettori su Fb. La difesa: mio diritto replicare agli hater
Dopo 23 anni di collaborazione e oltre 300 storie pubblicate, lo sceneggiatore Roberto Gagnor è stato allontanato da Topolino dopo una polemica scoppiata sui social con alcuni lettori. A pesare sarebbe stato un commento pubblicato durante una discussione sulle nuove avventure di PK, la versione supereroistica di Paperinik: “Restate irrilevanti, gente che deve crescere”. Una frase che ha acceso la protesta di una parte dei fan e portato la direzione del celebre settimanale Disney a prendere una decisione drastica.
La polemica sulle storie di PK
Tutto nasce dalle critiche rivolte da alcuni lettori alle nuove storie di PK. Gagnor, autore di Topolino dal 2002, ha reagito pubblicando su Facebook un post ironico rivolto a quella che considera una minoranza particolarmente aggressiva del fandom. La discussione è rapidamente degenerata tra commenti, accuse e richieste di provvedimenti nei confronti dello sceneggiatore. Fino alla frase destinata a diventare il centro della polemica: “Restate irrilevanti, gente che deve crescere”.
La posizione di Topolino: “I lettori vanno rispettati”
A spiegare le ragioni dell’allontanamento è stato il direttore Alex Bertani. “Posso passare sopra ad altro ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere”, ha dichiarato. Secondo Bertani, chi lavora per Topolino viene inevitabilmente percepito come rappresentante della redazione e del marchio Disney, motivo per cui deve mantenere un comportamento adeguato anche sui social.
“Non voglio in nessun modo che determinati atteggiamenti possano essere associati, neppure indirettamente, a una realtà che da sempre promuove dialogo, rispetto e inclusività”, ha spiegato il direttore. Bertani ha inoltre ricordato di aver sempre chiesto ai collaboratori di limitarsi a fornire chiarimenti ai lettori, evitando di alimentare le polemiche tipiche dei social network.
Gagnor: “Non erano lettori, erano hater”
Completamente diversa la lettura dello sceneggiatore torinese. Intervistato dall’Adnkronos, Gagnor sostiene che la vicenda sia nata da una piccola minoranza di fan particolarmente ostili alle novità introdotte nelle storie di PK.
“Se i lettori ti attaccano e chiedono la tua testa, forse non sono proprio lettori: forse sono hater”, afferma. Lo sceneggiatore ammette di aver perso la calma durante la discussione, ma continua a sostenere che il problema sia rappresentato da gruppi molto rumorosi che finiscono per condizionare il lavoro degli autori. “La maggior parte dei fan di Topolino sono bravissimi, anche quando criticano. Ma qui parliamo di hater”, ribadisce.
“Nessuno difenderà più gli autori”
Per Gagnor la questione va oltre il suo caso personale. “La prossima volta che un autore avrà un’idea diversa dagli utenti del web o dagli hater, non avrà nessuno a difenderlo. E questo è molto grave”, sostiene. L’autore evidenzia inoltre la condizione di precarietà di molti professionisti del settore. “Noi autori siamo tutti freelance. Possiamo essere mandati a casa in qualunque momento”, osserva.
La fine di un rapporto durato 23 anni
La conclusione della collaborazione rappresenta un passaggio particolarmente doloroso per Gagnor, che lega a Topolino gran parte della propria vita personale e professionale. “Ho imparato a leggere con Topolino, ho conosciuto mia moglie grazie a Topolino. Per me era un sogno realizzato”, racconta.