Colloquio con la Stampa
Mario Roggero: «Spero che Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con umanità». E pensa alla sua famiglia
Dal carcere di Bollate Mario Roggero ha una speranza: “che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la mia vicenda”. A dirlo è lo stesso il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi nel corso di un colloquio pubblicato dal quotidiano La Stampa.
La vita in carcere
Nei giorni scorsi è andato a trovarlo nell’istituto penitenziario il senatore leghista Giorgio Bergesio. A lui Roggero ha raccontato quali siano le condizioni della sua detenzione: “Dalle 8 alle 21 noi detenuti possiamo rimanere all’esterno delle celle e muoverci, ma sempre nel rispetto degli spazi consentiti”. Roggero ha rivelato: “Riesco a dialogare serenamente con le altre persone recluse, anche se in quest’ambiente trovare un equilibrio nei rapporti non è affatto semplice”.
La gratitudine per chi lo ha sostenuto
Il gioielliere di 72 anni ha anche detto a Bergesio di essere “molto grato a tutte le persone mi hanno manifestato e mi stanno tuttora manifestando vicinanza e solidarietà” e di voler “continuare a essere sereno e fiducioso anche rispetto a quello che succederà nelle prossime settimane”.
Il pensiero fisso alla sua famiglia
Poi un pensiero alla sua famiglia: “So che il negozio ha riaperto e vivo un po’ in apprensione pensando a mia moglie e alle nostre figlie che se ne lavorano. Mi preoccupa la loro sicurezza, si sa che in questo momento io non sono lì e loro mandano avanti l’attività da sole. Per questo a ogni telefonata mi raccomando perché stiano molto attente”.
L’appello della moglie prima del silenzio
E proprio la moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha rivolto un appello al presidente della Repubblica nei giorni scorsi, affinchè valuti la richiesta di grazia «con un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia». Un tentativo finale, prima di chiudersi nel riserbo in attesa di sapere cosa accadrà.