Ancora scontri in Val di Susa
No Tav, Cirio: “Ogni anno solo violenza”. L’affondo alla sinistra: “Condannano e aggiungono sempre un ‘ma’”
Lo avevano chiamato ‘festival dell’Alta felicità’ in Val di Susa ma per il governatore del Piemonte Alberto Cirio è stato il festival «dell’alta violenza che per l’ennesima volta colpisce la Val di Susa. E non è un caso». In una intervista al Corriere della sera il presidente della Regione ha spiegato che non si è di fronte a un caso isolato o ad una eccezione: «Le violenze non sono accadute perché la situazione è scappata di mano. Tutti gli anni, migliaia di persone con finalità eversive mettono a ferro e fuoco la zona, a repentaglio la vita delle forze dell’ordine schierate a difesa di una infrastruttura. Mi sembra una cosa assurda, quasi ridicola. Come presidente della Regione Piemonte ho sempre difeso il dibattito democratico tra posizioni diverse. Ma qui il confronto non c’è. È violenza e basta».
Silenzio assordante da sinistra
Eppure non tutti condannano: «In queste ore da sinistra sento un silenzio assordante». In alcuni casi c’è chi come l’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino del m5s ha annunciato la sua presenza a una manifestazione per dire no alla tav il 3 ottobre. Per Cirio è uno schema che si ripete: «A sinistra tutti condannano le violenze ma ci aggiungono sempre un “ma”. Non si assaltano e si danno alle fiamme due camionette della polizia. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo. La Costituzione è bello citarla ma poi va rispettata».
Pochi giorni fa la devastazione a Bologna
E gli attacchi alle forze dell’ordine hanno riportato la mente alla devastazione di Bologna messa in atto dalla sinistra antagonista qualche giorno fa. Anche in questo caso per Cirio «non bisogna fare confusione tra il bene e il male. E dove c’è una divisa, quello è il bene, ci sono valori da difendere. Mio padre, quando rischiavo di perdermi per strada mi raccomandava sempre: cerca una divisa, ti aiuterà».
La Tav è frutto di confronto europeo
Sulla tav infine il governatore non ha dubbi: «Non è stata estratta a sorte o decisa da uno che passava per caso. È frutto di un confronto democratico che riguarda l’Europa e i governi. Si decide una cosa e si fa per rispetto del popolo che ha eletto chi governa sia esso di centrodestra che di centrosinistra. «Le cose vanno fatte. Si discute democraticamente certo, poi però si agisce con responsabilità».