Intervista esclusiva
Strage dei braccianti: “Lo Stato sarà inflessibile, caporalato e criminalità vanno colpiti insieme”. Parla Rizzetto
Su quella che verrà ricordata come la “strage dei braccianti di Amendolara” nella quale quattro persone sono morte carbonizzate dentro un minivan, il Secolo d’Italia ha parlato con il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto.
Onorevole Rizzetto, cosa ha pensato quando ha appreso la notizia della morte di quattro braccianti a Cosenza e nel vedere quelle immagini drammatiche?
La prima reazione è stata di sgomento e profonda indignazione. Quattro vite tolte in modo così atroce rappresentano una ferita che colpisce nel profondo e interroga tutti noi, come cittadini e come rappresentanti delle istituzioni. Il mio pensiero va anzitutto alle vittime e alle loro famiglie, che meritano verità, giustizia e la vicinanza concreta dello Stato. Le immagini che ho visto mi hanno lasciato sconvolto. Di fronte a fatti di questa gravità, e in attesa che venga fatta piena luce su quanto accaduto, lo Stato sarà inflessibile. Sicurezza e legalità non sono per noi solo parole: non consentiremo che esistano zone d’ombra in cui la dignità della persona e il valore del lavoro vengano calpestati dalla violenza e dall’illegalità. Il Governo e la maggioranza continueranno a fare la loro parte con determinazione e senso di responsabilità, perché la tutela dei lavoratori, la lotta alla criminalità organizzata e il rispetto della legalità restano priorità assolute. Ogni azione che potrà essere fatta verrà messa in campo il prima possibile.
Il caso ha sconvolto l’Italia tutta, riportando il tema del caporalato al centro dell’attenzione pubblica. Rispetto a questo fenomeno il governo ha sempre risposto con provvedimenti chiari. Cosa è stato fatto e cosa c’è da fare?
In questa legislatura sono stati compiuti significativi passi in avanti nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori agricoli, attraverso interventi normativi volti a rafforzare i controlli sul territorio e a consolidare la Rete del lavoro agricolo di qualità, con l’obiettivo di prevenire lo sfruttamento. In particolare, nel 2024 la Conferenza Unificata ha sancito l’accordo per l’adozione delle Linee guida per l’operatività su tutto il territorio nazionale degli standard abitativi minimi previsti dalla normativa, elaborate in coerenza con il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2022–2025 adottato dal Ministero del Lavoro. Con il decreto legge n. 19 del 2024 è stato inoltre istituito un Commissario straordinario incaricato di superare gli insediamenti abusivi, luoghi dove lo sfruttamento delle persone trova terreno fertile. Si tratta di provvedimenti che hanno l’obiettivo di rafforzare le misure di prevenzione e di garantire condizioni di vita dignitose a chi lavora in agricoltura. Ma qui non si parla solo di sfruttamento, bensì di barbaro omicidio.
È chiaro che, nel contrasto al caporalato, nessun intervento può essere considerato esaustivo. Serve un’azione continua e coordinata, attraverso controlli mirati sul territorio e una filiera agricola trasparente, affinché nessuno sia lasciato nelle mani della criminalità.
É emerso chiaramente che il tema del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti non riguarda solo la criminalità italiana ma c’è una commistione con quella straniera. Un allarme che Fratelli d’Italia, il suo partito, ha lanciato dai tempi in cui era all’opposizione. Cosa fare per contrastarlo?
Il caporalato coinvolge reti criminali italiane e straniere che gestiscono reclutamento, trasporti e alloggi in condizioni spesso degradanti. Per contrastare questo sistema bisogna colpire le organizzazioni criminali, rafforzare i controlli sul territorio e togliere spazio allo sfruttamento, intervenendo anche sulle condizioni di vita dei lavoratori. Vanno in questa direzione le Linee guida sugli standard abitativi minimi e l’istituzione del Commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi. Accanto a questo, è fondamentale costruire una cooperazione stabile con le autorità dei Paesi di provenienza dei lavoratori, perché il caporalato ha ormai una dimensione transnazionale e richiede un’azione coordinata anche sul piano internazionale. In ogni piazza, là dove i caporali cercano lavoratori da sfruttare, ebbene, dovranno esserci lo Stato e le Forze dell’Ordine, anche con il supporto delle nuove tecnologie, a partire dall’Intelligenza artificiale. Solo unendo prevenzione, repressione, collaborazione tra istituzioni italiane e straniere e una filiera agricola trasparente possiamo spezzare un sistema che sfrutta la vulnerabilità delle persone.
Oggi importanti esponenti della sinistra, a partire da Laura Boldrini, nel parlare del caso, hanno chiamato in causa Meloni. Cosa pensa del tentativo di strumentalizzare politicamente una vicenda drammatica come questa, come se fosse un caso politico?
L’unico bersaglio della sinistra sembra essere sempre Giorgia Meloni, anche di fronte a una tragedia di questa portata. È un atteggiamento grave e irresponsabile, perché trasforma una vicenda drammatica in un pretesto per colpire il Governo, facendo propaganda sulla pelle delle vittime. In momenti come questi serve serietà ed unità di intenti. Il rischio è quello di spostare l’attenzione da ciò che conta davvero: sostenere il lavoro degli inquirenti, accertare rapidamente le responsabilità e colpire con la massima durezza chi sfrutta, minaccia e usa la violenza. E’ ciò che il governo sta facendo, con fermezza e senza ambiguità. E continuerà a farlo.