La premier chiede giustizia
Strage dei braccianti ad Amendolara, Meloni: “L’Italia non arretra davanti a violenza e barbarie”
Sul caso della strage dei braccianti di Amendolara, in cui 4 giovani lavoratori pakistani sono morti carbonizzati dentro un minivan e che ha lasciato Calabria e l’Italia incredule è intervenuta la premier Giorgia Meloni, che attraverso i suoi canali social ha espresso tutta la sua incredulità e il suo cordoglio: «L’orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell’area in cui si sono svolti i fatti, rappresenta un passo importante verso l’accertamento della verità e delle responsabilità. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro familiari. L’Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia» ha detto la presidente del Consiglio.
Lollobrigida, ‘continueremo lotta caporalato, più sanzioni e controlli’
In molti sono intervenuti sul caso. Tra questi c’è anche il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ha commentato l’efferata uccisione con parole nette e chiare: «Quello che è successo è imperdonabile, abbiamo sollecitato le forze dell’ordine ad agire in ogni modo per avversare queste forme di criminalità spesso organizzata come sembra emergere da questo episodio».
Lollobrigida ha fatto sapere di aver «parlato ieri con il presidente della regione Calabria Occhiuto per esprimergli solidarietà. Continuereno con la collega Calderone a lavorare in sintonia con le forze sindacali come abbiamo fatto in questi anni per contrastare ogni forma di devianza e sfruttamento. Continueremo a inasprire le sanzioni e ad aumentare i controlli» ha assicurato Lollobrigida.
Procuratore Castrovillari, ‘pronta la risposta dello Stato’
Intanto mentre i sindacati annunciano per sabato una manifestazione e hanno presentato una richiesta unitaria al prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito, per convocare un tavolo tecnico in sede di comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, finalizzato al contrasto del lavoro nero e del caporalato, il procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, ha tenuto una conferenza stampa nella Questura di Cosenza per illustrare i risvolti investigativi relativi alla strage, spiegando che «L’episodio è di una gravità inaudita, sia nella sua oggettività perché quattro persone hanno perso la vita, sia per le modalità. Tuttavia, mi preme evidenziare che, nel giro di poche ore, c’è stata una pronta risposta da parte dello Stato, il che contribuisce a dare un messaggio positivo, soprattutto in territori come la Calabria e, più in generale, nelle regioni meridionali». D’Alessio ha sottolineato «l’elevatissima professionalità della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Cosenza, in un territorio come quello della provincia di Cosenza in cui è “difficile intervenire, in località che sono anche distanti tra loro».