Il 24 giugno
Sergio Leone, il mito che non tramonta: in Senato l’omaggio al regista che ancora ispira i grandi di Hollywood
Ci sono registi che fanno film. E poi ci sono autori che riescono a creare un immaginario destinato a sopravvivere alle generazioni. Sergio Leone appartiene a questa seconda categoria. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa e a quarant’anni dall’uscita di C’era una volta in America, il suo nome continua a essere sinonimo di grande cinema, epica e innovazione narrativa.
Per questo il 24 giugno, a Roma, il Senato della Repubblica, per iniziativa della senatrice Susanna Donatella Campione, ospiterà il convegno “Sergio Leone come narratore. Narrazione, tempo e mito”, una giornata di studi dedicata a uno dei più influenti registi del Novecento. Un evento limitato ai soli invitati, che si terrà mercoledì 24 giugno presso la sala di Santa Maria in Aquiro dalle 15 alle 19.
Il regista che ha trasformato il cinema in leggenda
Quando si parla di Sergio Leone il pensiero corre immediatamente ai capolavori che hanno fatto la storia: Per un pugno di dollari, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West e naturalmente C’era una volta in America. Opere che hanno rivoluzionato il linguaggio cinematografico e ispirato generazioni di autori, da Quentin Tarantino a Martin Scorsese.
Ma il convegno romano vuole andare oltre la figura del regista degli spaghetti western. Al centro dell’incontro ci sarà infatti la sua capacità di raccontare il tempo, la memoria e il mito, elementi che hanno reso il suo cinema universale e ancora oggi straordinariamente moderno.
Da Gianni Garko a Luca Verdone: i protagonisti dell’evento
Dopo i saluti istituzionali della senatrice Susanna Donatella Campione, del deputato Fabio Porta, del presidente di Ipermedia Carlo Pepe e del presidente di Confassociazioni Angelo Deiana, interverranno il direttore artistico del Premio Leone Fabrizio De Priamo, lo storico del cinema Giuseppe Costigliola, lo scrittore Giuseppe Manfridi, il giornalista e critico cinematografico Lorenzo Moretti, il docente della Sapienza Università di Roma Damiano Garofalo e Giulia Testa del Gruppo di Studio Premio Leone.
Seguiranno le testimonianze di alcuni tra i protagonisti del cinema del grande regista romano e una serie di comunicazioni di scrittori, autori ed editori vicini al mondo di Leone.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Premio Sergio Leone, la Sapienza Università di Roma e Confassociazioni, con l’obiettivo di approfondire il lascito culturale di un autore che ha contribuito a ridefinire il linguaggio cinematografico contemporaneo e l’immagine dell’Italia nel mondo.
Tra gli ospiti figurano il regista Luca Verdone, collaboratore del maestro romano, l’attore Gianni Garko, volto simbolo del western all’italiana, Eugenio Alabiso, storico montatore de Il buono, il brutto, il cattivo, lo sceneggiatore Franco Ferrini, il produttore Ugo Tucci e il regista Romolo Guerrieri, vincitore del Premio Sergio Leone 2025 alla regia.
L’omaggio a Corrado Solari
Nel corso dell’incontro verrà inoltre ricordato l’attore Corrado Solari, recentemente scomparso e da sempre vicino al Premio Sergio Leone. Un omaggio particolarmente sentito che unirà il ricordo umano a quello artistico, sottolineando il valore della memoria nel mondo della cultura e dello spettacolo.
Perché Sergio Leone parla ancora alle nuove generazioni
A distanza di decenni, il cinema di Leone continua a essere studiato nelle università, citato dai grandi registi internazionali e scoperto da nuovi spettatori. La forza delle sue immagini, l’uso rivoluzionario della musica di Ennio Morricone, i silenzi carichi di tensione e la capacità di trasformare personaggi e paesaggi in archetipi senza tempo fanno sì che le sue opere restino incredibilmente attuali.
In un’epoca dominata dalla velocità e dai contenuti consumati in pochi secondi, i film di Sergio Leone ricordano ancora oggi il valore dell’attesa, della narrazione e dell’emozione. Ed è forse proprio questo il motivo per cui il suo mito si è consolidato negli anni.