Una grande occasione
Pubblica amministrazione, Zangrillo: “Puntiamo sui giovani per coprire un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni”
Il ministro delle Pa ha affermato che attraverso il pensionamento di molti dipendenti, l'Italia avrà la possibilità di realizzare un ricambio generazionale, che dovrà avvenire in modo intelligente. Per questo c'è bisogno di ascoltare i ragazzi e di includerli all'interno del settore pubblico
Politica - di Gabriele Caramelli - 9 Giugno 2026 alle 15:37
L’Italia dovrà contare sui giovani in futuro per rafforzare il settore pubblico. A farlo presente è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, al Forum delle Pa, sottolineando che nei prossimi cinque anni «perderemo le competenze di un milione che finalmente maturano i requisiti per andare in pensione. È una sfida che fa tremare i polsi ma che accolgo con ottimismo intanto sulla scorta di quello che abbiamo fatto in questi 3 anni: abbiamo assunto 641.000 persone, di queste 641.000 più del 50% hanno meno di 40 anni quindi vuol dire che la pubblica amministrazione sta tornando ad essere attrattiva».
Come ha precisato il titolare del dicastero, il pensionamento dei molti dipendenti non è una cattiva notizia: «Considero questa una grande opportunità, perché abbiamo la possibilità di realizzare un ricambio generazionale e lo dobbiamo fare in modo intelligente, cioè cercando di costruire un percorso che consenta a chi ha più esperienza all’interno dell’organizzazione di essere in grado di accogliere le persone che arriveranno nella nostra organizzazione dando loro l’occasione di esprimere le loro capacità e i loro talenti».
Pa, Zangrillo: «Ci saranno milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni, puntiamo sui giovani»
Durante il convegno Zangrillo ha citato Steve Jobs, che «rivolgendosi ai suoi dirigenti diceva “Noi dobbiamo assumere i giovani nella nostra organizzazione non per dare loro degli ordini, ma per farci dire da loro dove dobbiamo andare». Ed è proprio questo l’obiettivo della pubblica amministrazione: «Guardiamo ai giovani, non come delle persone che entrano in azienda e ai quali ci prepariamo a dare loro dei compiti, ma interroghiamoci con loro, confrontiamoci, dialoghiamo, spesso i giovani hanno delle idee diverse dalle nostre, magari che noi consideriamo un po’ incoscienti, magari idee che noi non abbiamo il coraggio di esprimere».
Poi ha aggiunto: «Facciamo capire ai nostri giovani che lavorare nella pubblica amministrazione significa lavorare in un’organizzazione dove c’è la capacità di valorizzare i talenti di ciascuno, la creatività, l’innovazione di ciascuno». «Questo è il migliore servizio che possiamo fare a una pubblica amministrazione – ha concluso -, che sa generare futuro e che quindi è la migliore garanzia per migliorare la qualità della nostra democrazia».