Automotive
Piano Stellantis da 5 miliardi in Italia, Urso: “Produzione in crescita”. Ma Landini attacca Meloni
Cinque miliardi, non briciole. Ma i sindacati si spaccano sugli annunci di Stellantis, che ha fornito i numeri degli investimenti in Italia frutto della “moral suasion” del governo Meloni iniziata dai primi “rumors” sulla delocalizzazione della produzione industriale dell’ex casa Fiat. Cisl e Uil esprimono cautela, la Cgil, col solito “signor No” Maurizio Landini, protesta, a prescindere.
Stelllantis investe in Italia. Landini protesta
«I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo» dice il numero uno del Gruppo in Europa Emanuele Cappellano. (…) In primo piano c‘è l’impegno del Gruppo sul fronte della Ricerca e dello Sviluppo al 2030, con 5 miliardi, ha spiegato Cappellano, destinati alle attività in Italia. La cifra è stata definita durante l’incontro con le sigle dei metalmeccanici – Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Quadri – e l’impegno riguarderà lo sviluppo delle nuove piattaforme, il powertrain e le applicazioni di AI, con circa 300 nuovi ingegneri inseriti in azienda tra l’anno scorso e quest’anno. (…) L‘Italia, ricorda Cappellano, guida l’offensiva europea su E-Car, con la missione produttiva affidata a Pomigliano; in pista gli investimenti ad Atessa per lo sviluppo della nuova generazione veicoli commerciali leggeri; la nuova Alfa Romeo a Melfi (C-suv) e il nuovo modello della Maserati Grecale; infine l’impegno, preso dal ceo Filosa già durante la presentazione del piano industriale FaSTLAne 2030, di presentare entro dicembre il piano di rilancio di Maserati. (…) Per Samuele Lodi, responsabile Auto per la Fiom, «la mancanza di prospettive industriali sul fronte della produzione di batterie in Italia rappresenta una scelta estremamente grave soprattutto alla luce delle novità sulle e-car che interessano il nostro Paese»” riporta il Sole 24 Ore.
Il governo apprezza. “È da dicembre che ogni mese si registrano aumenti di produzione negli stabilimenti italiani. Da dicembre c’è stata un’inversione di tendenza e nella prima parte di quest’anno confermata e crescente di aumento di produzione che vuol dire che quel piano finalmente sta trovando attuazione”, dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’Annual Meeting di Assarmatori in corso a Roma. Di diverso avviso i “pasdaran” del sindacato rosso. Il piano industriale di Stellantis “è un pannicello caldo, perché siamo di fronte ad una situazione in cui nella maggioranza degli stabilimenti, se non c’è la cassa integrazione, le persone non sanno cosa fare e continua ad esserci una sottoutilizzazione degli impianti che non ha precedenti. È sotto gli occhi di tutti”, è il commento di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a margine delle celebrazioni per i 125 anni del sindacato che si svolge a Livorno. “La potenzialità degli stabilimenti in Italia – ha spiegato – è di arrivare fino a un milione e mezzo di auto. Qui se ne producono meno di 400.000, meno di 300.000, siamo al livello degli anni ’50. Quindi è chiaro che c’è bisogno di nuovi prodotti. Stiamo pagando un ritardo molto serio e, da un certo punto di vista, il rischio che noi continuiamo a vedere è una progressivo ridimensionamento”. Da tempo, ha detto Landini, “noi stiamo chiedendo non solo al Gruppo Stellantis, ma al Governo del nostro Paese di intervenire. Da tempo le organizzazioni sindacali della categoria unitariamente stanno chiedendo che la presidente del Consiglio convochi un tavolo per discutere con la proprietà, con tutti quelli che lavorano nell’indotto, perché c’è il tema di quale futuro e di quali investimenti si fanno, perché qui a rischio non c’è solo Stellantis, qui a rischio c’è tutta la capacità e l’intelligenza creativa e produttiva che nel nostro Paese è stata costruita per produrre auto”.