Era alla cerimonia dell'Arma
“Oddio Meloni ha perso l’aereo”: la sinistra in versione cabaret specula sull’assenza della premier in Montenegro
Più che navigati leader politici di opposizione sembrano comici dilettanti alla prese con il provino per il migliore cabarettista del giorno. Prima Matteo Renzi, poi Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Piero De Luca: al comando stabilito tutti insieme a motteggiare la premier Meloni che ha dovuto rinunciare all’ultimo momento al vertice Ue-Balcani Occidentali in Montenegro. Tutti a stracciarsi le vesti per l’irrilevanza italiana nel panorama internazionale, a ironizzare sui ritardi aerei in un profluvio di battute da bar di provincia. Ma che cosa ha scatenato la corsa alla dichiarazione delle sinistre? La notizia è presto data. La premier si trova alla cerimonia celebrativa del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria. Non doveva andare? La commemorazione si allunga per l’annullo di un francobollo celebrativo nella sede della prefettura di Reggio Calabria. Quest’ultimo appuntamento, assente nel programma originario di Palazzo Chigi, ha provocato un “tamponamento a catena” che ha impedito a Giorgia Meloni di raggiungere per tempo la riunione in corso in Montenegro. La presidente del Consiglio ha informato personalmente il presidente montenegrino Milatović e il presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il proprio rammarico per l’imprevisto. Alla premier non è rimasto altro che decollare alla volta di Roma dove è atterrata attorno alle 15. Tutto qui.
Sinistre all’assalto per l’assenza in Montenegro: Meloni ha perso l’aereo…
Dove sarebbe lo scandalo? La premier non ha dato forfait per un impegno personale, non era occupata nell’acquisto di un nuovo tailleur che fosse di maggior gradimento alle sinistre in cerca di scivoloni estetici. Né ha “marcato visita” per un po’ di tosse. Tanto meno ha problemi di rotta politica sul dossier balcanico, Eppure alle opposizioni in cerca di spallate improbabili non è parso vero di potersi scatenare nello sport preferito: la caccia alla premier. Ad aprire le danze Matteo Renzi su X. “ Tutti i leader europei sono nei Balcani a discutere del futuro dell’Europa e della pace in Ucraina. Unica assente: l’Italia. Giorgia non è andata, dice che ha fatto tardi con l’aereo a Reggio Calabria”. Ma l’ironia dell’ex premier è nulla al cospetto della vis comica di Angelo Bonelli. “Mamma ho perso l’aereo o meglio Europa ho perso l’aereo. Non è solo il noto film di Natale, ma ormai sembra diventata l’agenda della politica estera della presidente Meloni. Mentre a Tivat, in Montenegro, i leader europei discutono di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia”. Insomma, udite udite, non è neppure una gaffe di protocollo – dice il leader di Avs – ma “un fatto politico”.
Da Renzi a Bonelli un coro copia e incolla di battute da cabaret
Il mood del giorno è partito. E le sentinelle delle opposizioni si allineano. “Tutti i leader europei si ritrovano a Tivat per discutere di allargamento dell’Unione ai Balcani così come del futuro dell’Ucraina, della pace. La presidente del Consiglio italiana non c’è. Trattenuta, si spiega ufficialmente, dalla presentazione di un francobollo a margine della Festa dei carabinieri”. Così Piero De Luca capogruppo Pd in commissione affari europei della Camera. Giuseppe Conte non perde tempo. “Non finisco di sorprendermi. Adesso l’ultima è che non è riuscita a prendere l’aereo, raggiungere un vertice Unione europea-Balcani importantissimo. Mi chiedo – dice il leader 5Stelle in versione cabarettista dell’anno – ma l’aereo lo guidava Salvini? È possibile che l’Italia sia caduta così in basso e abbiamo ancora un presidente che parla di ritorno della centralità, riconquista dell’autorevolezza, della credibilità? Ma quale? Ma manco più i suoi familiari ci credono più”. Nel suo piccolo anche Riccardo Magi fa la sua figura. “Giorgia Meloni ormai sceglie l’Aventino e diserta i vertici, accampando scuse grottesche come il protrarsi della Festa dei Carabinieri a Reggio Calabria. Il trumpismo non paga, così come non paga l’ambiguità del suo governo in politica estera. I danni della tradizionale posizione euroscettica di Meloni vengono a galla ora. E a farne le spese è l’Italia, che si ritrova marginale in Ue nel momento in cui si potrebbe costruire tutta l’Europa che manca”. Forse è un po’ troppo.