Raid annunciati
Nuova notte di attacchi in Iran. Trump: «Se non firmano un accordo, bombarderemo senza pietà»
Il presidente americano ha precisato che non si tratta di una ripresa ampia della guerra, ma di una risposta all'abbattimento dell'elicottero Apache. Teheran colpisce obiettivi militari Usa in Kuwait, Giordania e Bahrain
Nuova notte di attacchi incrociati in Iran: gli Stati Uniti hanno lanciato una cinquantina di missili Tomahawak in risposta all’abbattimento dell’elicottero Apache nell’area dello Stretto di Hormuz, dopo aver ampiamente preannunciato l’attacco; Teheran ha risposto con missili contro installazioni americane nella regione. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito anche di «scontri navali» tra le due forze. Nulla di fatto, intanto, sul fronte dei tentativi di mediazione: secondo quanto riferito dal New York Times, i mediatori del Qatar hanno lasciato la capitale iraniana senza aver compiuto alcun progresso.
Trump: «Se l’Iran non firma un accordo, bombarderemo senza pietà»
«Le forze americane hanno lanciato 49 missili Tomahawk che hanno colpito obiettivi in profondità nel territorio iraniano», ha detto Trump intervistato da Fox News, dicendosi comunque «ottimista» sulla possibilità di una soluzione negoziale. Funzionari iraniani gli avrebbero chiesto di «fermare i bombardamenti», ha riferito, assicurando che «i bombardamenti cesseranno presto». Gli attacchi, in cui «gli israeliani non sono coinvolti», sono stati una risposta all’abbattimento dell’Apache, non – ha assicurato – la ripresa di una guerra ampia. Ma, ha aggiunto Trump, «se Teheran non firma un accordo, bombarderemo senza pietà».
La replica di Teheran
La versione americana è stata però respinta da Teheran. Un funzionario iraniano, citato dai media statali, ha negato qualsiasi contatto con la Casa Bianca, definendo «false» le dichiarazioni del presidente Usa e accusando Washington di utilizzarle come copertura politica per l’operazione militare in corso.
Hegseth: «Se dovremo negoziare con le bombe, lo faremo»
«Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe», aveva detto il capo del Pentagono Pete Hegseth ai giornalisti, prima dell’inizio dei raid, anticipando a sua volta che non sarebbero stati finalizzati alla ripresa della guerra, ma a porre le condizioni di un buon accordo. «Stanotte li colpiremo duramente e speriamo che l’Iran prenda la decisione giusta», ha aggiunto Hegseth dopo aver partecipato in collegamento a una riunione che il presidente americano Donald Trump ha convocato nella Situation Room.
«Le forze armate iraniane sono pienamente preparate», era stata la risposta iraniana, affidata a una fonte militare citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. «Se gli americani intraprenderanno azioni aggressive, dovranno affrontare una dura risposta. L’Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco. L’Iran non lascerà impunita alcuna aggressione. Se gli americani agiranno, l’Iran prenderà di mira nuovi interessi e risorse statunitensi. L’Iran non esiterà a imporre agli Stati Uniti nuove regole e condizioni di ingaggio», ha aggiunto la fonte militare.
Tra gli obiettivi Usa un impianto petrolchimico e uno idrico
Tra gli obiettivi colpiti dagli Stati Uniti sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo dei droni. Secondo quanto riferito da Axios si trovano tutti nel Sud del Paese. L’agenzia Tasmin ha riferito anche di un attacco a un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, anch’esso nel sud dell’Iran. Diverse esplosioni si sono anche verificate vicino a Teheran nella notte. Media statali iraniani hanno riferito di deflagrazioni nel nodo di trasporto di Karaj, a pochi chilometri dalla capitale. Sono stati avvistati anche droni più a ovest di Karaj. Esplosioni sono state segnalate in numerose città e, ancora, vicino al porto di Sirik, a Qeshm e sull’isola di Kish, la parte occidentale di Teheran.
Attacchi aerei americani avrebbero distrutto poi un impianto un impianto di approvvigionamento idrico sulla costa, vicino allo Stretto di Hormuz, dove sarebbe stati colpite anche difese aeree e postazioni radar. L’attacco all’impainto idrico e ad alcuni edifici adibiti allo stoccaggio, secondo fonti iraniane, avrebbe lasciato 20mila persone senza acqua.
L’Iran chiude Hormuz e colpisce in Kuwait, Giordania e Bahrain
Il comando militare congiunto iraniano ha chiuso lo Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, e successivamente i Pasdaran hanno riferito di aver colpito «due petroliere che violavano le regole». Teheran ha anche rivendicato di aver colpito obiettivi militari Usa in Kuwait, Giordania e Bahrain. Il Kuwait, dopo aver chiuso lo spazio aereo nella notte, in mattinata ne ha annunciato la riapertura.