Rabbia che viene da lontano
Non solo Belfast, tutte le proteste irlandesi contro i reati commessi da immigrati negli ultimi anni
Negli ultimi anni ci sono stati diversi scontri e manifestazioni di protesta in Irlanda del Nord e in tutto il Paese, scatenate a seguito della cattiva gestione dei flussi migratori da parte del governo. Le ultime contestazioni sono soltanto la punta dell'iceberg
Esteri - di Gabriele Caramelli - 10 Giugno 2026 alle 15:33
Dopo l’accoltellamento di un cittadino irlandese a Belfast, assalito da un migrante sudanese, la città è stata sopraffatta da una folla inferocita che ha provocato incendi e scontri con le forze dell’ordine. Non è la prima volta che gli irlandesi protestano in modo acceso sulla gestione dell’immigrazione, o più in generale sui crimini commessi da migranti. A maggio 2024, diversi cittadini sono scesi in piazza per protestare contro l’agenda globalista delle «frontiere aperte», mentre la crisi economica imperversava in tutto il territorio. Ma il rancore viene da lontano e infatti a novembre 2023 si sono verificati diversi scontri con la Polizia a Dublino, dopo che un uomo algerino e naturalizzato irlandese ha accoltellato 3 bambini e 2 adulti nei pressi di una scuola elementare. In quel caso, però, non ci furono soltanto proteste violente, ma anche alcune dimostrazioni pacifiche per spronare il governo a prendere seri provvedimenti sull’immigrazione.
I disordini a Belfast: tutte le proteste contro l’immigrazione in Irlanda degli ultimi anni
Anche a giugno 2025 ci sono state diverse manifestazioni, dopo che due quattordicenni rom hanno provato a molestare sessualmente una ragazzina di 14 anni. Alcune persone con il volto coperto hanno rotto le finestre del centro ricreativo Larne, nella contea di Antrim, usato come centro di accoglienza. All’epoca vennero anche appiccati degli incendi fuori dall’edificio. I disordini si erano poi propagati anche a Belfast, dove alcuni manifestanti hanno lanciato bombe molotov, un’accetta e pezzi di muratura contro gli agenti.
Un mese dopo, nella notte dell’11 luglio, nel villaggio di Moygashel è stata costruita una pira contro l’accoglienza dei migranti clandestini. All’ultimo piano della torre di legno venne posizionata una barca, al cui interno c’erano dei manichini neri con i giubbotti catarifrangenti. A completare l’esposizione choc anche alcuni striscioni con le scritte “Fermate le barche” e “Veterani prima dei rifugiati”. Poco dopo la catasta di legna è stata data alle fiamme, suscitando grande scalpore negli esponenti Chiesa locale e tra le file dei politici irlandesi.