Linea ferma
Migranti, Piantedosi: la rotta è tracciata e passa per la svolta del Patto Ue. Vannacci e remigrazione? Solo chiacchiere…
Il ministro tira le somme, rilancia concretezza e efficacia dell'azione di governo e gela il Generale: «Non mi pare che l'onorevole abbia aggiunto qualcosa di concreto»
«ll messaggio del Santo Padre è un richiamo fondamentale e induce ciascuno di noi a riflessioni profonde. Accoglienza e rispetto della legalità sono due principi che possono e devono convivere. ll governo è impegnato a garantire protezione a chi ne ha effettivamente diritto, ma anche a contrastare le organizzazioni criminali che alimentano l’immigrazione irregolare, mettendo a rischio la stessa vita dei migranti. ll nuovo Patto europeo rafforza questa visione. E la dignità della persona è e resta il punto di riferimento dell’azione dello Stato, insieme alla tutela della sicurezza dei cittadini». Le parole del ministro Piantedosi in un’intervista ad Avvenire in merito alla visita del Papa il prossimo 4 luglio a Lampedusa sono chiare. Così come netta è la linea di governo e Viminale sulla gestione di flussi e accoglienza dei migranti.
Migranti, Piantedosi tira le somme: la rotta è tracciata e passa per la svolta del Patto Ue
L’immigrazione irregolare si combatte con la fermezza dei fatti, a tutela di profughi e cittadini, e non con la retorica dei salotti o i dibattiti semantici. Il ministro dell’Interno traccia una linea netta rivendicando la centralità del modello italiano ora recepito anche dall’Europa e rispedendo al mittente sia le speculazioni della sinistra sia le recriminazioni sparse. In vista della prossima visita del Papa a Lampedusa, il titolare del Viminale mette subito in chiaro un principio cardine della destra di governo: accoglienza e rispetto della legalità sono due facce della stessa medaglia. Garantire protezione a chi ne ha davvero diritto significa, innanzitutto, dichiarare guerra totale ai trafficanti di uomini, quelle organizzazioni criminali che alimentano le tratte e mettono a rischio la vita dei migranti. Del resto, anche il nuovo patto europea rafforza questa visione.
Migranti, le nuove regole Ue parlano chiaro: e Piantedosi le rilancia
Un approccio pragmatico che trova finalmente sponda nel nuovo Patto europeo sulla migrazione. Le nuove regole Ue parlano chiaro, e va ricordato, allora, che il pacchetto delle norme comunitarie prevede procedure accelerate di frontiera. E che il nuovo Regolamento rimpatri introduce la detenzione amministrativa fino a 30 mesi e lo spostamento dei migranti irregolari in return hub fuori dall’Unione. È la vittoria della linea italiana, mentre alle preoccupazioni della sinistra sul rispetto dei diritti umani, e alla domanda dell’Avvenire – in che modo si potrà garantire che il trattenimento di fatto dei migranti in attesa di eventuale respingimento non si trasformi in una detenzione prolungata? – Piantedosi risponde con la forza della Costituzione: i centri di rimpatrio all’estero opereranno solo con Stati che garantiscono il diritto internazionale, e il trattenimento non sarà mai automatico o generalizzato, ma sempre vagliato caso per caso dalla magistratura. Sicurezza e civiltà giuridica, senza cedimenti.
Difesa dei confini e legalità: la linea Piantedosi smonta la sinistra
Più precisamente, queste le parole del titolare del Viminale: «ll principio è chiaro, il trattenimento non sarà mai automatico, né generalizzato. Potrà essere disposto solo sulla base di una valutazione individuale e quando ricorrano i presupposti di legge, quali il concreto rischio di fuga o la necessità di garantire l’effettività della procedura. Ogni provvedimento sarà soggetto al controllo dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della Costituzione».
Vannacci e remigrazione? Il ministro taglia corto: «Solo chiacchiere»…
Non solo. Il ministro non si lascia trascinare nemmeno nelle polemiche di giornata. Sollecitato sul concetto radicale di “remigrazione” sollevato dall’eurodeputato Roberto Vannacci, Piantedosi taglia corto con il pragmatismo che lo contraddistingue: «Applico le regole esistenti, non alimento dibattiti sulle definizioni, né me ne faccio condizionare. E il governo ha una linea chiara: contrastare l’immigrazione irregolare. Aumentare i rimpatri di chi non ha titolo a rimanere. E favorire canali legali di ingresso per rispondere alle esigenze del nostro sistema economico e produttivo».
«Non mi pare che l’onorevole Vannacci abbia aggiunto qualcosa di concreto»
Una linea, non manca di sottolineare Piantedosi, che «stiamo perseguendo con risultati concreti, non chiacchiere. Comprendo che il confronto politico appartenga alla dialettica democratica, ma non mi pare che l’onorevole Vannacci abbia aggiunto qualcosa di concreto». La rotta dell’esecutivo è tracciata, e il Viminale la ribadisce con fermezza dunque: stop ai clandestini. Aumento dei rimpatri di chi non ha titolo. E ingressi legali tarati sulle reali necessità del sistema produttivo. «Risultati concreti, non chiacchiere», rilancia il ministro, liquidando le tesi di Vannacci come un esercizio dialettico che non aggiunge nulla di concreto.
Migranti, Viminale e non solo: Piantedosi chiude la porta ai retroscena
Nessun brivido nemmeno sulle indiscrezioni giornalistiche che ipotizzano un ritorno di Matteo Salvini al Viminale. Blindato dal lavoro svolto e da un rapporto di massima lealtà istituzionale con Giorgia Meloni e tutta la maggioranza, Piantedosi chiude la porta ai retroscena: «Sono concentrato esclusivamente sul lavoro affidatomi. I risultati raggiunti finora parlano più di qualsiasi altra cosa». E ancora: «Le valutazioni sugli assetti di governo non spettano a me. Da parte mia c’è l’impegno a continuare a lavorare per la stabilità dell’esecutivo e del Paese finché mi verrà chiesto. E, francamente, ritengo chei risultati raggiunti finora parlino più di qualsiasi altra cosa». Per la sinistra orfana delle frontiere aperte, un’altra lezione di realismo e solidità.