Sangue e progresso
“Blood and progress”: il libro-inchiesta sugli antifà americani che in Italia non si può leggere
Il giornalista Usa Noah Rothman ricostruisce la galassia dell'estrema sinistra Usa e la costante della violenza che l'attraversa. Le similitudini con lo scenario italiano sono molte, ma i suoi lavori da noi non sono stati tradotti
La violenza della sinistra estrema negli Stati Uniti è un tema tornato alla ribalta dopo il vertice internazionale organizzato da Marco Rubio il 16 luglio, che ha coinvolto molti Paesi occidentali. La sinistra mondiale, sia mediatica che politica, ha cercato di sminuire l’evento e gli intenti del Segretario di Stato, accusandolo di voler trovare una giustificazione per silenziare il dissenso interno. Se i capi di Stato europei, spesso sotto scacco di movimenti che strizzano l’occhio alla sinistra radicale, hanno accolto l’invito con malcelato fastidio, il problema delle reti estremiste e para-terroristiche, legate a centri sociali e movimenti politici controversi, organizzate a livello internazionale, esiste eccome.
La violenza di sinistra negli Usa
A dimostrazione dell’attualità del tema, il giornalista del National Review, Noah Rothman, ha pubblicato a maggio un corposo volume, dal titolo che non lascia spazio a equivoci, Blood and Progress: A Century of Left-Wing Violence in America, nel quale spiega come la politica degli Stati Uniti sia stata accompagnata dalla violenza.
Il soccorso rosso non conosce confini
Il problema è che, spiega il giornalista troppo poco noto di qua dall’Atlantico, se soprusi, intimidazioni e atti brutali vengono compiuti da sinistra, si mobilitano reti (permission structures) di protezione morale e mediatica, con lo scopo di giustificare e minimizzare. Sembra insomma che i movimenti progressisti statunitensi, come antifa appunto, abbiano licenza di uccidere.
In Italia siamo particolarmente abituati a questo modo di ragionare, fra “compagni che sbagliano”, centri sociali protetti da “mamme antifasciste”, Sergio Ramelli che “se l’è cercata” e via dicendo, ma a quanto pare tutta la sinistra è paese, se scopriamo che anche negli Usa la violenza rossa gode di sostegno e impunità.
La galassia della violenza antifà negli Stati Uniti
I casi citati sono molteplici. Vengono narrati gli attacchi delle formazioni come Black Panther e Black Liberation Army o le bombe del gruppo Weatherman che protestava contro la guerra in Vietnam. L’autore analizza anche la nascita del movimento pro Palestina nelle università, le violenze sindacali di inizio Novecento e le più recenti violenze di piazza.
Un lavoro d’inchiesta sconosciuto in Italia
Sangue e progresso non è il primo lavoro in cui Rothman si occupa di questo tema. Oltre a numerosi articoli, l’autore si era concentrato sulla violenza, morale e fisica, che ha accompagnato la diffusione della cultura woke, in un precedente volume, The Rise of the New Puritans, denunciando anche in quel caso come gruppi e militanti violenti ma di sinistra godano di un salvacondotto talvolta illimitato.
Il ponte tra la sinistra al di qua e al di là dell’Oceano
Purtroppo ad oggi i libri di Rothman non sono tradotti in italiano e il giornalista rimane pressoché sconosciuto, nonostante una denuncia continuativa di vicende molto simili a quelle vissute, tutt’oggi, nel Belpaese, la cui conoscenza aiuterebbe a capire certe dinamiche nostrane. Non c’è dubbio infatti che la sinistra di tutta Europa sia legata a doppio filo a quella d’Oltreoceano, sia economicamente che culturalmente, ne legga i testi e ne recepisca le parole d’ordine.