Il Consiglio europeo
Migranti, Meloni bacchetta Sanchez sulla maxi-sanatoria spagnola. E 18 Paesi firmano con l’Italia per i rimpatri veloci
Esteri - di Luca Maurelli - 19 Giugno 2026 alle 11:34
Momenti di tensione, a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo, tra la premier italiana Meloni e quello spagnolo Sanchez: nelle ore in cui 18 paesi firmavano la richiesta di accelerazione sui regolamenti per i rimpatri nei Cpr dei paesi terzi, la presidente del Consiglio ha preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari. Dopo la buona intesa Italia-Spagna, sui fondi di coesione da sbloccare, è arrivato lo strappo su quel maxi-condono di migranti con cui il governo guidato da Pedro Sánchez – in contrapposizione alla linea europea – ha avviato una sanatoria straordinaria per regolarizzare oltre mezzo milione di immigrati irregolari presenti nel Paese.
Dallo scontro tra Meloni e Sanchez alla lettera sui rimpatri
Occorre “avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi” in ambito migratorio, come i centri di rimpatrio extra-Ue. Questo il messaggio veicolato dall’Italia e altri 18 Paesi europei ai leader delle istituzioni Ue e agli altri capi di Stato e di governo in una lettera, pubblicata al termine della consueta riunione sulla migrazione promossa da Roma e Copenaghen a margine dei lavori del Consiglio europeo, che cita esplicitamente la cooperazione Italia-Albania come esempio. “Deve sempre essere una decisione democratica chi può entrare e restare nei nostri Paesi. È fondamentale che continuiamo a sfidare lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata”, scrivono i leader firmatari, ricordando i progressi compiuti negli ultimi anni e i recenti sviluppi “sugli ultimi elementi chiave della nuova legislazione”, tra cui l’ok del Parlamento europeo al nuovo Regolamento rimpatri, che istituzionalizza la soluzione dei centri di rimpatrio in Paesi terzi a livello Ue. Oltre alle leader di Italia e Danimarca, Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, hanno firmato la lettera anche i capi di Stato e di governo di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.
Migranti, l’Italia guida una riunione informale
A margine del Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, insieme ai Primi Ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria.
La Presidente Ursula von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva.
Nel corso della riunione è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento Rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.
Il Presidente Meloni ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri. Richiamando la lettera congiunta inviata oggi insieme al Primo Ministro Frederiksen ed altri 17 Capi di Stato e di Governo UE, il Presidente del Consiglio ha evidenziato l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i Leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi.
I dettagli del “dissing” tra Italia e Spagna
La notizia del “dissing” tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il collega spagnolo Pedro Sanchez in materia di migrazioni era stata riportata stamani Il Mattinale Europeo. Secondo la ricostruzione, la premier danese Mette Fredriksen, che è socialdemocratica ma è una ‘dura’ in materia di migrazioni, avrebbe lodato il regolamento rimpatri da poco approvato dal Parlamento Europeo, cosa che avrebbe provocato l’intervento di Sanchez, anche lui socialista, che avrebbe criticato il medesimo provvedimento, ritendendolo inefficace.
A quel punto Meloni, che è dei Conservatori, avrebbe preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo il provvedimento che avrebbe un impatto anche sui Paesi vicini alla Spagna. Il collega belga Bart De Wever, un altro Conservatore, avrebbe preso la parola a sua volta, sottolineando di essere dalla parte della collega danese.
Un alto funzionario Ue conferma all’Adnkronos che “c’è stata effettivamente una discussione” tra Meloni e Sanchez, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli delle conversazioni avvenute nel Consiglio Europeo. Un secondo alto funzionario osserva che la cosa è stata “un po’ più sfumata”. Una terza fonte Ue non smentisce e non conferma: “No comment…”. Una quarta fonte Ue conferma che la ricostruzione “è corretta”, tuttavia il ruolo ‘guida’ nello scambio lo avrebbe avuto Fredriksen, con Meloni e De Wever a sostegno. Meloni e Sanchez hanno avuto un bilaterale prima del summit, confermando la linea comune in materia di Mff 2028-34, ma in materia di migrazioni ci sono differenze di linea politica tra i due leader che sono note e che nessuno dei due ha mai nascosto.
Secondo una quinta fonte Ue, la protagonista principale dello scambio sarebbe stata la premier danese Mette Fredriksen. “Ha detto – riferisce – che voleva un dibattito sulle migrazioni a livello di leader, che non si tiene da molto tempo”. A quel punto, il premier spagnolo Pedro Sanchez, socialista come Fredriksen, ha ribattuto che non era il caso, e questo ha innescato il dibattito: a sostenere la premier danese non sono stati solo Meloni e De Wever, ma anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier ungherese Peter Magyar. A troncare il dibattito è stato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, che ha rimandato la discussione ad un successivo summit Ue.