L'appello del presidente
La Russa sollecita il centrodestra su Milano: “È l’ora di decidere il candidato sindaco”
“È ora di decidere, non possiamo permetterci di perdere altro tempo”. Ignazio La Russa accelera sulla corsa del centrodestra per Palazzo Marino e chiede una scelta entro l’estate. Il presidente del Senato, nell’intervista al Corriere della Sera, promuove Maurizio Lupi, apre a Silvia Sardone e annuncia una prima mossa per individuare il candidato sindaco di Milano.
“Non capisco come ci si possa stupire che io mi interessi di Milano, come si possa accusarmi di non fare il mio dovere, Renzi ‘Pinocchietto‘ che si mette a darmi lezioni…”, dice La Russa, replicando alle accuse per il suo intervento in consiglio comunale e sottolineando che Milano è “la mia città, dove sono stato eletto, ho il dovere nei confronti di chi mi ha votato di dire quello che penso e anche di operare per quello che ritengo sia il bene della comunità in cui ho sempre fatto politica e vivo”.
La Russa: “Il voto anticipato a Milano? Non sarebbe un male”
Sull’ipotesi di un voto anticipato a Milano, La Russa nell’intervista rilasciata a Paola Di Caro ritiene che “sarebbe un modo per non perdere altro tempo, la maggioranza è sempre più divisa e di fatto l’unica vera cosa che ha realizzato è prevedere l’abbattimento di San Siro, al quale sono pure contrario, quindi l’anticipo delle elezioni non sarebbe un male”, “io dico che è ora di decidere, non possiamo permetterci di perdere altro tempo mettendo o lasciando che si mettano nomi nel frullatore, entro l’estate un’indicazione dobbiamo darla, tenendo conto che siamo già uniti sul programma, basato su quattro temi chiave: sicurezza, urbanistica, innovazione e viabilità, si tratta di trovare il nome giusto”.
“Il nome del candidato giusto? Lupi è capace, ma è valida anche Silvia Sardone”
Sull’identikit del candidato precisa che “non esiste una categoria, esiste la persona, noi abbiamo bisogno di una persona capace, che attiri consensi, che sappia governare, che conosca il territorio, magari che abbia anche notorietà, non importa l’appartenenza partitica, importa che sia la persona giusta” e che “a parità di meriti, in genere un politico sappia meglio fare sintesi, qualità necessaria per governare”. Analizzando i possibili nomi della coalizione ammette che “in una occasione ho detto che apprezzo Lupi, e lo confermo, è persona capace, nota, ha le caratteristiche del neo sindaco di Venezia: ha fatto il consigliere, l’assessore all’Urbanistica, in più è stato anche ministro ed è leader di un partito, certamente lo vedrei come ottimo candidato, è valida anche Silvia Sardone, è donna, capace, come sono validi pure alcuni nomi della società civile che sono circolati”.
“A Milano domina la sinistra radical chic”
E aggiunge che “visto che me lo chiedono, sono pronto a fare la prima mossa, inviterò a pranzo esponenti che dal territorio sanno dare indicazioni e pareri e poi, solo dopo, porteremo la proposta o le proposte al tavolo dei leader”. Il presidente del Senato osserva che “il ceto medio di Milano di centrodestra è stato praticamente ‘espulso’ dalla città e a dominare c’è un mondo di sinistra radical chic, nei sondaggi a Milano la destra non è in vantaggio, partiamo da uno svantaggio che possiamo colmare con la persona giusta e con il nostro programma” e, sul fronte generale, si dice “favorevole agli accorpamenti, si risparmia e non si stressa l’elettore con voti continui”.
“Vannacci? Ha avuto successo a Vigevano, dove è arrivato quarto”
Passando a Vannacci, La Russa commenta che “l’unico luogo dove Vannacci ha avuto un certo successo, con una lista nemmeno a suo nome, è stato Vigevano dove è arrivato quarto, e al secondo turno ha dato l’indicazione di non votare per noi rischiando di far vincere la sinistra, ma abbiamo vinto lo stesso perché gli italiani conoscono bene il voto utile”.
Infine, sul caso Silvestro conclude: “Ho convocato l’ufficio di presidenza per dare mandato ai questori di acquisire alcuni elementi che possano essere utili per valutare se ci sono stati comportamenti che abbiano leso il codice di condotta del Senato, ho voluto che a parlare con i questori ci fossero anche delle donne, le tre vicepresidenti del Senato, non vogliamo interferire con la magistratura ma non c’è alcuna volontà di sottovalutare la vicenda”.