Italo parlerà tedesco
“La Germania non può restare un monopolio”: Montezemolo sfida Berlino (e l’Europa) sull’alta velocità
Il presidente di Italo: "Berlino si apra alla concorrenza. Pronti a investire 3,6 miliardi nell’Alta velocità”
“Noi siamo stati sempre un Paese aperto. È giusto che anche la Germania e non solo, lo sia. È anche così che si fa l’Europa. Ascolti Draghi, ascolti il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, e tutti dicono in fondo una cosa sola: il tempo delle teorie è durato abbastanza ora si deve fare l’Europa con i fatti”. Lo afferma, in una intervista a Corriere della Sera, il presidente di Italo Luca Cordero di Montezemolo.
“Alla Germania non piace la concorrenza, ma l’Europa si fa coi fatti”
“Ordineremo 30 treni alla Siemens – annuncia -. Intanto stiamo parlando di Alta velocità tedesca, non di tutte le ferrovie. Pensi all’Italia. Da quando abbiamo iniziato nel 2012 i prezzi dei biglietti nel nostro Paese sono scesi del 40%, mentre cresceva la qualità. In Italia l’Alta velocità è un benchmark mondiale in termini di servizi offerti, con un mercato che è più che raddoppiato. A dimostrazione che c’era e c’è spazio per tutti. Anzi, l’ex monopolista se ne avvantaggia”.
Montezemolo: “Basta con la retorica degli italiani piccoli che non sanno fare nulla”
Inoltre sottolinea: “La concorrenza non piace a nessuno. Ma quando ti ci abitui tutti ne godono, è una sfida continua. E noi italiani siamo campioni in questo. Smettiamola anche con questa retorica degli italiani piccoli che non sanno fare nulla. Il nostro maggiore azionista, Msc, è leader mondiale nella logistica e sempre in Germania ha investito molto nel porto di Amburgo. E dove andiamo facciamo crescere mercati, economie, occupazione”.
Entrando nel merito del confronto con l’operatore tedesco Deutsche Bahn, fa notare che “tutti sanno che sull’Alta velocità c’è concorrenza in Spagna, in Francia, in Italia dove noi stessi assieme a Trenitalia dovremo fare ulteriore spazio ai francesi che stanno arrivando. Perché la Germania deve restare l’unico Paese dove non c’è? Noi siamo pronti, certo non compriamo treni senza sapere se potremo usarli. Si tratta di 3,6 miliardi di investimenti per essere precisi e senza contare l’indotto”.
Alla rete tedesca 250 milioni l’anno solo di pedaggio
Spiegando i dettagli economici e industriali del piano per la rete tedesca, Montezemolo dichiara che l’ordine alla Siemens comprende un’opzione “per altri 14, più un contratto di manutenzione per 30 anni. Solo di pedaggio pagheremo 250 milioni l’anno a Infrago che è la società che gestisce la rete tedesca. Questo significa 1.000 assunzioni a tempo indeterminato che faremo noi, più tutto l’indotto legato al catering sui treni e alla pulizia delle vetture. Noi abbiamo programmato 56 corse giornaliere. Vorremmo mantenere i nostri impegni con Siemens che non possono rimanere in stand by all’infinito. Sono ottimista. L’Unione deve uscire dal territorio delle parole”.
Italo arriva in Germania, ma cambierà nome
Infine, guardando all’evoluzione dei trasporti e dell’integrazione, conclude evidenziando che “il futuro della mobilità europea è con il treno, in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Oggi col treno si arriva nel centro delle città, ci si può muovere senza tempi morti. Per fortuna il mondo evolve. Di questi tempi l’unica cosa da non fare è prendere decisioni ideologiche. Più mercato, più concorrenza, e mi lasci dire più Europa. Il treno in Germania sarà un mezzo bellissimo, blu. Ma non si chiamerà Italo, per il nome ci sentiamo più avanti”.