Relazioni transatlantiche
Italia e Stati Uniti, perché il legame conta ancora: il 9 giugno a Roma l’incontro della Fondazione An con James Carafano
Nella sede di via della Scrofa 43, alle 11,30, l’analista della Heritage Foundation dialogherà con esponenti istituzionali, giornalisti e fondazioni
Le relazioni tra Italia e Stati Uniti non sono più soltanto un capitolo stabile della diplomazia occidentale. Sono tornate a essere un terreno mobile, attraversato da sicurezza, industria, energia, difesa comune, identità politica e nuove gerarchie globali. È dentro questo scenario che martedì 9 giugno, alle 11.30, la Sala della Fondazione Alleanza Nazionale, in via della Scrofa 43 a Roma, ospiterà un incontro con James Carafano, esponente della Heritage Foundation e voce di primo piano del dibattito conservatore americano.
Roma come crocevia politico
L’appuntamento, promosso dalla Fondazione Alleanza Nazionale, si colloca in una fase in cui il rapporto con Washington viene osservato non solo attraverso la lente delle alleanze militari, ma anche come spazio di confronto culturale e strategico. L’obiettivo non è semplicemente registrare una posizione americana, ma misurare quanto l’agenda conservatrice statunitense possa dialogare con il quadro politico europeo e italiano.

La scelta della sede non è neutra. Via della Scrofa conserva un valore simbolico nella storia della destra italiana e oggi diventa il luogo di un confronto su una domanda più ampia: quale ruolo può avere l’Italia nel campo occidentale mentre gli equilibri internazionali si ridefiniscono e l’Europa cerca una voce più autonoma senza spezzare il legame atlantico?
Carafano porterà il punto di vista di un think tank che negli Stati Uniti influenza dal 1973 il dibattito repubblicano su sicurezza nazionale, politica estera, rapporti con l’Europa e competizione globale. La sua presenza a Roma intercetta anche l’attenzione crescente verso le evoluzioni della politica americana, in un momento in cui ogni scelta di Washington produce conseguenze immediate sui governi europei.
Chi ci sarà
Il confronto avrà una composizione ampia, con giornalisti, parlamentari, fondazioni e realtà culturali. Parteciperanno Flaminia Camilletti, giornalista de La Verità, Francesco Curridori per Il Giornale, Francesco De Palo, analista di Formiche, Federica Pascale del Tg5, Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia, Giorgio Rutelli dell’agenzia Adnkronos, ed Eleonora Tomassi per Il Tempo.
Accanto al mondo dell’informazione interverranno: Antonio Giordano, deputato e vicepresidente della Fondazione Alleanza Nazionale nonché segretario generale di Ecr party; Giulio Terzi di Sant’Agata, senatore e presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea; Matteo Gelmetti, senatore e segretario generale della Fondazione Farefuturo; Francesco Giubilei, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale; Domenico Gramazio, segretario generale del CIS; e Marco Gregoris, membro del direttivo di M.Arte.
La composizione del tavolo lascia intravedere un dibattito non confinato alla politica estera in senso stretto. Sicurezza, sovranità, interessi nazionali, rapporti economici, informazione e cultura politica sono destinati a intrecciarsi. La presenza di testate diverse e di realtà come Farefuturo, New Direction, CIS, Nazione Futura e M.Arte segnala la volontà di costruire un confronto tra istituzioni, media e fondazioni d’area.
La posta in gioco
Il valore dell’incontro sta proprio nella possibilità di leggere la relazione Italia-Usa oltre le formule rituali. L’Italia si trova davanti a un doppio compito: restare ancorata all’alleanza occidentale e, al tempo stesso, interpretare con maggiore consapevolezza i propri interessi nel Mediterraneo, in Europa e nei rapporti con la potenza americana.
Per partecipare è necessario richiedere l’accredito inviando una mail a [email protected]. È inoltre prevista la traduzione italiano-inglese e inglese-italiano