Romanzo Quirinale
Grazia a Minetti, Travaglio non si arrende: “Potrei denunciare la Procura per diffamazione”
Non solo non ammette di avere preso un granchio. Adesso passa addirittura al contrattacco. Marco Travaglio incassa la sonora smentita arrivata dalla Procura generale di Milano e dal Quirinale sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti, ma invece di fare un passo indietro rilancia: il Fatto Quotidiano potrebbe perfino chiedere i danni ai magistrati per aver osato contestare le sue ricostruzioni. Avete letto bene.
La difesa di Travaglio a Otto e Mezzo
Ospite di Otto e Mezzo su La7, il direttore del quotidiano che per giorni aveva alimentato sospetti e retroscena sulla grazia presidenziale ha reagito con toni battaglieri: «La Procura generale può raccontare che gli asini volano, ma non può accusare il Fatto Quotidiano di falso. È diffamazione». E ancora: «Quella cosa lì se la rimangiano e ci chiedono scusa, altrimenti li denunciamo».
Insomma, dopo che la vicenda si è sgonfiata e le presunte ombre si sono dissolte, Travaglio non arretra di un millimetro. Anzi, sostiene che i magistrati avrebbero sbagliato a non sentire la massaggiatrice che, nelle interviste pubblicate dal Fatto, aveva raccontato di presunti festini a base di sesso e droga nel ranch uruguaiano di Joe Cipriani.
Secondo il direttore, il suo giornale avrebbe semplicemente fornito «notizie» ai lettori. Notizie che, a suo dire, avrebbero demolito il parere favorevole alla grazia espresso dalla Procura generale di Milano. Peccato che proprio Procura e Quirinale abbiano ritenuto prive di fondamento le insinuazioni costruite attorno al provvedimento di clemenza.
Anche Mattarella nel mirino di Travaglio
Ma nel mirino di Travaglio finisce anche Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica, sostiene il direttore, avrebbe letto gli articoli del Fatto e, sapendo che il quotidiano «non è composto da falsari», avrebbe chiesto verifiche alla Procura generale. Verifiche che però, lamenta Travaglio, sarebbero state affidate allo stesso magistrato che si era già occupato della pratica. Una circostanza che il direttore considera sospetta, arrivando a ironizzare sul fatto che forse Mattarella sarebbe «un amante del pericolo».
E non è finita qui. Perché, come in ogni thriller che si rispetti, Travaglio lascia intendere che nuove rivelazioni potrebbero arrivare dall’Uruguay. «Le notizie continuano ad arrivarci», assicura, evocando nuovi possibili sviluppi. Un annuncio che suona come la promessa di un’altra puntata della saga, nonostante la precedente si sia già infranta contro le verifiche ufficiali di Procura e Quirinale.
Nel frattempo resta un dato politico e mediatico difficile da ignorare: dopo giorni di titoli allarmati e insinuazioni su presunti misteri dietro la grazia a Minetti, i magistrati hanno smentito l’esistenza di irregolarità. Ma per Travaglio, evidentemente, il fatto è un dettaglio, l’unico fatto che conta è il suo quotidiano sono solo un dettaglio.