L'impatto devastante degli Ets
Consiglio Ue, Zucconi: “Bene la premier, democrazia e imprese sono minacciate dai burocrati di Bruxelles”
“Il richiamo fermo e inequivocabile del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, tocca il cuore di una criticità non più tollerabile in una democrazia matura. Le sintesi politiche, spesso frutto di estenuanti dibattiti, non possono essere sistematicamente calpestate da interpretazioni surreali di burocrati europei. Che non rispondono a nessun corpo elettorale”. È la riflessione di Riccardo Zucconi, responsabile energia di FdI, segretario di presidenza e componente la commissione Attività produttive di Montecitorio. “Un caso concreto è rappresentato, come ha ben ricordato la premier, proprio dal sistema degli Ets (il mercato europeo per lo scambio di quote di emissione di CO2). Nei miei continui giri nei distretti industriali del Paese verifico quotidianamente l’impatto devastante che il sistema ideologico degli Est ha prodotto. E sta producendo alla competitività del nostro tessuto industriale”.
Ets, Zucconi: bene la premier, i burocrati Ue calpestano la politica”
Commentando le comunicazioni di Meloni in vista del Consiglio Ue del 18 e 19 giugno, Zucconi richiama i conflitti ti in corso in Europa e Medioriente. Che hanno fatto esplodere i costi dell’energia nel mondo. “Il governo Meloni – continua l’esponente di FdI – insieme a ben 14 governi dei Paesi membri aveva chiesto alla Commissione europea una sospensione del mercato delle emissioni. Che è ormai diventato un mercato di pura speculazione finanziaria. Una sospensione mirata a dare ossigeno alle nostre imprese, tenuto conto che questo sistema aggrava di oltre il 30% il costo dell’energia bloccando di fatto gli investimenti. E spingendo quelle più energivore a delocalizzare all’estero. Volontà di ben 15 democrazie bloccata da funzionari europei che non rispondono elettoralmente a nessuno”.
La transizione ecologica deve marciare con la sostenibilità economica
Pertanto – conclude Zucconi – il richiamo odierno della presidente del Consiglio “pone una questione imprescindibile di sostanza delle nostre democrazie. Perché le decisioni del Consiglio europeo sono il frutto di precisi mandati parlamentari che non possono essere surrettiziamente svuotate da interpretazioni tecniche di burocrati di Bruxelles non votati da nessuno. La transizione ecologica deve camminare di pari passo con la sostenibilità economica. Al prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026 ci aspettiamo una consapevolezza unanime delle storture applicative sui benchmark Ets. La tecnica deve rimanere uno strumento di attuazione delle scelte politiche, non un mezzo per esautorarle a danno del tessuto produttivo nazionale”.