Fumata bianca
Consiglio europeo al fianco dell’Ucraina, Zelensky chiede 300 missili. Costa mediatore con Putin?
Tutti uniti, voto unanime, nella notte. Il Consiglio europeo “condanna fermamente la recente e grave escalation da parte della Russia, compresi gli attacchi missilistici e con droni su larga scala contro i civili in Ucraina” e i recenti attacchi contro il sito patrimonio Unesco di Pechersk Lavra di Kiev”, si legge nel testo di conclusioni sull’Ucraina approvato al Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Ma al contempo emerge la volontà è di aprire un canale diplomatico con Putin con un inviato, Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, (nella foto con Giorgia Meloni) ritenuto dalla maggior parte dei 27 il “rappresentante naturale”. Sull’adesione dell’Ucraina alla Ue, invece, il Consiglio europeo frena.
Consiglio europeo unito sulla guerra in Ucraina
Ieri, nella prima sessione, i leader Ue hanno ascoltato la relazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e quella del presidente dell’Ucraina Vlodomyr Zelensky. I leader hanno messo nero su bianco la condanna agli attacchi russi ai siti Unesco in Ucraina. Al Consiglio europeo il premier ucraino Zelensky ha spiegato che “in caso di guerra prolungata anche in inverno, avremo bisogno di 300 missili, armi e carburanti”.
Durante la lunga discussione sull’Ucraina nel Consiglio europeo in corso a Bruxelles, “diversi leader” hanno segnalato che, “in conformità con i Trattati, il presidente Antonio Costa è il naturale rappresentante degli interessi dell’Ue“. Lo riferisce un alto funzionario Ue, dopo che i capi di Stato e di governo hanno approvato all’unanimità le conclusioni del Consiglio europeo a 27 sull’Ucraina, cosa che non succedeva da tempo.
Riguardo ai recenti brevi contatti diplomatici con il Cremlino, il presidente Costa ha spiegato di aver chiesto al suo ufficio di aprire un canale diplomatico con la Russia. L’obiettivo è “essere pronti, al momento opportuno, a difendere gli interessi dell’Ue”. Si tratta di “brevi contatti, senza scambio di informazioni sostanziali né negoziati: diplomatici che svolgono attività diplomatica”.
Il presidente Costa ha anche sottolineato la necessità di “avere fiducia nelle nostre azioni a sostegno dell’Ucraina e di essere pronti ad assumerci la responsabilità, qualora e quando le condizioni lo consentiranno, di un dialogo con la Russia, al fine di contribuire a una pace giusta e duratura, che tuteli anche gli interessi dell’Europa”. Questo è anche ciò che il presidente Volodymyr Zelensky “ci chiede di fare: che l’Europa assuma un ruolo più attivo negli sforzi diplomatici”.
Ruolo chiave per pace
L’Europa “ha un ruolo chiave da svolgere in una futura soluzione” per porre fine alla guerra in Ucraina ed “è pronta a difendere i propri interessi”, riportano le conclusioni. Il Consiglio Europeo “sostiene gli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra di aggressione della Russia e sottolinea la disponibilità dell’Ue ad intensificare il proprio impegno in questo contesto, in conformità con l’obiettivo dell’Unione di promuovere la pace, sancito dai Trattati”.