I 212 anni dell'Arma
Carabinieri, da Mattarella a Meloni l’abbraccio delle istituzioni. E la risposta all’antimilitarismo ideologico
La cerimonia nazionale per la prima volta a Reggio Calabria. La premier: «Da oltre due secoli l’Arma dei Carabinieri è accanto agli italiani con coraggio, altruismo e senso del dovere. In Italia e all'estero è un prezioso punto di riferimento per le nostre comunità»
L’Italia festeggia l’Arma dei Carabinieri, nel 212esimo anniversario della fondazione e nella data, il 5 giugno, in cui la Bandiera dell’Arma, nel 1920, fu insignita per la prima volta con una Medaglia d’Oro al Valor Militare, in relazione all’eroica partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. Per la prima volta la cerimonia nazionale si è svolta a Reggio Calabria, alla presenza, tra gli altri, della premier Giorgia Meloni, del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Comandante generale Salvatore Luongo. «Da oltre due secoli l’Arma dei Carabinieri è accanto agli italiani con coraggio, altruismo e senso del dovere», ha scritto sui propri social la presidente del Consiglio, rendendo omaggio a «uomini e donne in divisa che ogni giorno servono la Nazione e proteggono i cittadini e il territorio: nella lotta alla criminalità, contro il terrorismo e le mafie, nella difesa dell’ambiente e in molti altri ambiti».
Meloni: «L’Arma da oltre due secoli accanto agli italiani»
«In Patria come all’estero non fanno mai mancare la loro presenza, confermandosi prezioso punto di riferimento per le nostre comunità», ha proseguito Meloni, sottolineando di voler «rendere omaggio a chi ha sacrificato la vita nell’adempimento del proprio dovere, a chi è rimasto ferito in servizio e porta ancora oggi le cicatrici e a chi ogni giorno, guidato dal motto “nei secoli fedele”, onora l’Arma con lealtà e spirito di servizio». «Grazie per la vostra quotidiana vicinanza e auguri», conclude la premier.
La Medaglia d’Oro alla memoria del brigadiere capo Legrottaglie
Durante le celebrazioni a Reggio Calabria, Meloni ha consegnato la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria a Eugenia Pastore, moglie del Brigadiere capo Carlo Legrottaglie, che il 12 giugno 2025 fu ucciso nel suo ultimo giorno di servizio prima della pensione, nel Brindisino, da due criminali che tentarono la fuga prendendo degli ostaggi.
Mattarella: «Ruolo prezioso per il consolidamento delle istituzioni»
Nel suo messaggio al generale Luongo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha poi voluto sottolineare il legame tra l’Arma e la Repubblica, ricordando la vicinanza delle date tra l’80esimo della seconda e il 212 anni della prima e sottolineando che «l’Arma, dall’esordio del nuovo ordinamento, ha svolto un prezioso ruolo, sin dalla transizione che ha portato al consolidamento delle istituzioni repubblicane, nella conferma di un insostituibile legame con le comunità del territorio, assolvendo alla missione di garanzia della cornice di sicurezza entro cui si sviluppano le libertà dei cittadini garantite dalla Costituzione». «L’opera dei Carabinieri, nel solco di una lunga storia di fedeltà alla Patria, reca un contributo di grande rilevanza alla sicurezza collettiva e al quotidiano vivere civile, ispirandosi, con professionalità ai valori propri al Corpo», ha aggiunto Mattarella, ricordando anche il ruolo di costruttori di pace che i carabinieri svolgono negli scenari internazionali e il sacrificio di chi ha dato la vita in servizio.
Un intervento che, a pochi giorni dalla polemica sollevata da Ilaria Salis intorno alla parata del 2 giugno, torna a mettere in luce la distanza siderale che esiste tra il sentimento diffuso nelle istituzioni e fra gli italiani e le posizioni scioccamente antimilitariste che caratterizzano certa sinistra.
La Russa: «L’Arma è la famiglia d’Italia»
«L’Arma è la famiglia d’Italia», ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenuto alla cerimonia che si è svolta alla caserma “Montebello” di Milano. «Ci sarà un motivo – ha detto – se l’Arma è amata da tutti gli italiani, anche da quelli che se lo ricordano solo quando ne hanno bisogno e fanno finta di dimenticarlo quando devono magari usare parole dettate da ideologie o da altro. Il motivo forse già è racchiuso nel motto “fedele nei secoli”. Vuol dire al di là di ogni mutamento ideologico, politico e costituzionale. Il faro che illumina il loro impegno – ha aggiunto La Russa – è l’amore per l’Italia e per la patria e quindi per gli italiani, per il proprio territorio, per la propria storia e le proprie tradizioni. Fedele nei secoli a questo».
Crosetto: «Milioni di persone apprezzano il vostro lavoro»
«Viviamo tempi complessi, nei quali le minacce cambiano rapidamente e assumono forme nuove. Per affrontarle servono professionalità, capacità di innovare e strumenti adeguati», ha detto Crosetto nel corso della cerimonia di Reggio Calabria, ricordando che «la vera ricchezza dell’Arma continueranno a essere le persone: la vostra esperienza, la vostra preparazione, la vostra capacità di comprendere i bisogni delle comunità e di essere vicini ai cittadini». «A tutti voi – ha aggiunto il ministro, ringraziando gli uomini e le donne dell’Arma – voglio dire una cosa semplice: non siete soli. Dietro ogni carabiniere c’è l’Arma, ci sono le istituzioni, c’è la grande famiglia della Difesa. E ci sono milioni di italiani che ogni giorno riconoscono e apprezzano il vostro impegno».