Intervistato da Hoara Borselli
Bassetti svela il suo lato politico: «Il mio primo voto fu per Almirante. Berlusconi resta il mio idolo» (video)
Matteo Bassetti si racconta senza filtri e svela aspetti poco noti del suo percorso politico e culturale. Ospite del podcast della giornalista Hoara Borselli, l’infettivologo genovese ha parlato delle proprie radici familiari, del rapporto con Silvio Berlusconi e della possibilità, un giorno, di mettere la propria esperienza al servizio delle istituzioni.
«Sono cresciuto in una famiglia liberale», racconta Bassetti. «A casa nostra eravamo lettori del Giornale di Montanelli. Io sono cresciuto in un contesto liberale, democratico e cattolico. Nella vita tutto, ma non comunista».
Parole che aiutano a comprendere il suo successivo approdo nell’area moderata e nel centrodestra. Un percorso che lo porta a indicare ancora oggi in Silvio Berlusconi il principale punto di riferimento politico.
«Berlusconi resta il mio faro»
«Il mio idolo politicamente parlando e non solo rimane Silvio Berlusconi; per qualcuno è un difetto, per me è un faro», afferma l’infettivologo. Bassetti ricorda l’ingresso in politica del Cavaliere come un momento decisivo per il Paese: «Quando lui è entrato in politica io ho pensato che quello potesse essere in qualche modo una soluzione». Un giudizio che non è cambiato nel tempo. «Rimango un grande fan di Silvio Berlusconi. Secondo me è stato un grandissimo imprenditore, un grandissimo politico, una grande persona».
La politica? «Potrei rispondere presente»
L’infettivologo non esclude neppure un futuro impegno diretto nelle istituzioni. «Ho avuto da questo Paese tanto, qualcosa bisogna restituirlo a questo Paese», spiega. E quando Borselli gli chiede se risponderebbe a una chiamata della politica, la risposta è tutt’altro che negativa. «Io credo che potrei rispondere presente e ne sarei anche contento, però sto bene dove sto».
Bassetti immagina un eventuale contributo soprattutto nei settori della sanità e dell’università, lamentando però la difficoltà della politica ad affidarsi davvero alle competenze tecniche. «Spesso la politica ha un po’ paura dei tecnici troppo bravi o dei tecnici veramente competenti».
Il modello Sirchia e la critica all’incompetenza
Nel corso dell’intervista il medico genovese esprime anche una valutazione severa sulla qualità della classe dirigente. «Trovo che ci sia molta incompetenza in generale oggi nella politica e in certi settori forse servirebbero più tecnici che politici». Una visione che lui stesso definisce «molto berlusconiana», ricordando l’esempio di Gerolamo Sirchia, ministro della Salute nei governi Berlusconi e promotore della legge antifumo. «Il problema è che se decidi di prendere un tecnico, poi lo devi ascoltare e gli devi andare dietro», osserva.
Il giallo sul primo voto ad Almirante
Tra le rivelazioni dell’intervista emerge anche un curioso dettaglio destinato a far discutere. «Questa è una cosa che non ho mai detto: la prima volta che ho votato, nel 1989 alle elezioni europee, ho votato per Giorgio Almirante», racconta Bassetti.
Una dichiarazione che contiene però un’evidente imprecisione cronologica: il leader storico del Movimento Sociale Italiano era infatti scomparso il 22 maggio 1988 e non partecipò alle elezioni europee dell’anno successivo.
Probabilmente un ricordo confuso dal trascorrere del tempo, che tuttavia non modifica il significato politico della rivelazione: la volontà di collocare le proprie prime simpatie nell’area della destra nazionale prima dell’approdo al mondo liberale e berlusconiano che oggi continua a rivendicare apertamente.