Sovranità digitale
Addio ricerche su Google, da oggi si usa Qwant: perché l’Europarlamento ha cambiato motore di ricerca
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 5 Giugno 2026 alle 11:52
Il Parlamento europeo ha deciso di mollare Google e adottare Qwant, un motore di ricerca francese. Non è il risultato di un’assemblea a Strasburgo in cui si è discusso dei cittadini e dei consumatori, ma di una decisione interna. Piuttosto siamo davanti a una chiara battaglia al predominio di Google, che in due decenni è divenuto sinonimo di ricerca online per miliardi di persone. Il cambiamento, più che una scelta è una indicazione, visto che ognuno potrà decidere se tornare a un motore diverso da quello preimpostato.
La decisione di adottare Qwant mira a supportare operatori tecnologici che tutelano nel modo più rigoroso i dati personali degli utenti, facendo crescere le aziende europee del settore digitale e contrastando il grande potere dei colossi americani. Come scrivono le stesse autorità di Strasburgo in un’email interna agli eurodeputati, di cui è venuto in possesso Politico, il cambio di passo viene promosso «in linea con l’impegno del Parlamento per la sovranità digitale e la protezione dei dati personali degli utenti».
Il Parlamento Ue molla Google e accoglie Qwant: un motore di ricerca più sicuro
Qwant non è nuovo, visto che l’azienda è stata fondata in Francia nel 2011 e ha aperto nel 2013. Semplicemente, ha deciso di presentarsi come operatore protagonista che mette al centro la difesa dei dati personali. «Il motore di ricerca che non sa niente di te», è il motto. E ancora, «il motore di ricerca in cui l’utente è l’utente, non il prodotto!». Insomma, l’impegno con i naviganti è quello di non custodire le cronologie delle ricerche e non vendere i loro dati ad enti terzi. La pubblicità, che si trova sotto forma di annunci in vista tra i risultati di ricerca, c’è anche su Qwant.
Tuttavia l’impegno del browser è quello di non profilare gli utenti, a meno che questi non decidano di consentirlo esplicitamente. Una differenza lampante rispetto a Google, che si basa sui risultati mostrati a ogni utente per un’attenta profilazione, ottenuta incrociando l’impressionante mole di dati che è in grado di memorizzare: dalle ricerche online passando per posta elettronica, fino a video, mappe e molto altro. Per utilizzare alcuni servizi specifici su Qwant, come quelli di nuova generazione sviluppati con l’intelligenza artificiale, c’è bisogno di una registrazione con l’account collegato al proprio indirizzo mail.
L’attenzione verso i più piccoli
Una funzione che Qwant ha proposto agli utenti, di cui sono fieri i regolatori francesi ed europei, è l’impostazione del browser junior per le ricerche sicure. Queste evitano le riproduzioni di contenuti per adulti, come la pornografia. L’investimento dell’impresa digitale di un settore tecnologico “Made in Europe” si è concretizzato con una joint venture creata nel 2024 con la compagnia tedesca Ecosia, che lavora nel campo dei motori di ricerca. L’iniziativa si chiama “European serch perspective” e punta a costruire un indicatore di ricerca europeo, con una specie di lista delle pagine, degli archi e degli algoritmi, gestito nel continente con una grande attenzione al rispetto dei dati. Attualmente, Qwant non possiede una fama gigantesca, visto che le ricerche sul web attraverso il motore di ricerca si attestano allo 0,14% rispetto all’88% di Google. Anche in Francia non arriva all’1%, ma col favore dell’Ue potrebbero esserci delle prospettive di crescita.