Né sprechi né promesse vuote
Tasse giù con il governo Meloni. Tutti i tagli a favore di famiglie, imprese e ceto medio. E la sinistra farfuglia
Tasse giù con il governo Meloni. In questi tre anni l’esecutivo ha messo in campo interventi determinanti, i più significative degli ultimi vent’anni. Provvedimenti che hanno avuto ricadute concrete sul reddito dei lavoratori e delle imprese, rendendo più equo il sistema fiscale. Fin dall’inizio della legislatura, contrassegnato da un’inflazione altissima, sono stati introdotti aiuti mirati a sostegno dei redditi, soprattutto per i lavoratori dipendenti e per chi ha redditi medio-bassi.
Tasse ridotte con il governo Meloni per imprese e ceto medio
Tante le misure, gli incentivi e i tagli fiscali adottati dal governo, con buona pace del racconto delle opposizioni. Riduzioni realizzate mantenendo in equilibrio i conti pubblici. Analizzando i numeri è possibile rendersi conto di tutte i tagli fiscali introdotti dal governo Meloni a partire dalle riduzione dell’Irpef (da 4 a 3 con accorpamento dei primi due scaglioni di reddito e aliquota al 23% fino a 28mila euro; riduzione aliquota per lo scaglione 28mila – 50mila dal 35% al 33%). A questo si aggiunge il taglio del cuneo fiscale e contributivo, con benefici maggiori per i redditi medio-bassi.
Maxi-deduzione per chi assume, agevolati i premi produttività
Sono previsti anche incentivi per lavoratori e aziende. Dalla maxi-deduzione per chi assume, fino agli esoneri contributivi per l’assunzione di donne svantaggiate, giovani under 35 e percettori dell’assegno di inclusione. Vengono inoltre agevolati i premi di produttività, i fringe benefit, i buoni pasto e alcune indennità per i lavoratori dipendenti, mentre per le imprese viene rafforzato il regime di iper-ammortamento per favorire gli investimenti tecnologici.
Ampio spazio è dedicato alla famiglia e alla natalità. Crescono il bonus mamme, il congedo parentale e le tutele per i genitori con figli disabili, mentre il bonus nido viene rifinanziato e reso automatico. Cambia anche il calcolo dell’Isee, con criteri più favorevoli per le famiglie numerose e l’esclusione parziale della prima casa dal conteggio. Rifinanziata inoltre la Carta “Dedicata a te”. Introdotti contributi per libri scolastici, sostegni ai genitori separati e ai caregiver familiari, oltre a uno sconto sulla Tari per le famiglie in difficoltà. Per quanto riguarda la casa, viene prorogato l’accesso agevolato ai mutui per la prima abitazione. Restano inoltre le agevolazioni per il regime forfettario delle partite Iva, con soglie più alte di accesso e permanenza.
Decreto Primo Maggio: incentivi all’occupazione
Infine, con il decreto Primo Maggio vengono rafforzati gli incentivi all’occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree Zes, attraverso bonus per assunzioni e stabilizzazioni di giovani, donne e disoccupati di lungo periodo. A patto che le aziende applichino condizioni salariali considerate adeguate. Alle sinistre che dalle aule parlamentari e non solo accusano il governo di aver aumentate le imposte Palazzo Chigi risponde con i numeri. Gli incrementi hanno riguardato in modo mirato banche, assicurazioni e società energetiche. La misura principale è stata, per questi soggetti, l’aumento di due punti percentuali dell’Irap per tre anni. Al contrario è la sinistra che ha seguito una linea opposta: maggiori tasse per cittadini e imprese e soldi alle banche.
FdI: nessuno spreco e promesse irrealizzabili
In pochi anni questo governo – sottolineano da Fratelli d’Italia – ha raggiunto risultati che molti ritenevano impossibili. “Conti pubblici in ordine, maggiore credibilità sui mercati, risparmio sulla spesa per interessi sul debito. E tasse più basse per cittadini e imprese. Tutto ciò è stato possibile grazie a scelte serie e responsabili. Nessuno spreco, nessuna promessa irrealizzabile, ma investimenti concreti a favore di famiglie, lavoratori e aziende. Rispetto al passato, con Giorgia Meloni si è aperta l’epoca della serietà”.
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