"Divertito stupore"
Rossi smentisce il Foglio: “Mai parlato di programmi né fatto nomi di giornalisti”. Sinistre all’attacco sul nulla: Report non si tocca
Politica - di Gloria Sabatini - 22 Maggio 2026 alle 17:52
Nulla di vero, nessun riferimento a programmi Rai o a giornalistici specifici. Tanto meno attacchi a Report. Dopo le ricostruzioni del Foglio, cavalcate a tempo di record dalle opposizioni, su presunte dichiarazioni dell’ad di viale Mazzini, Giampaolo Rossi, nei confronti della spettacolarizzazione di certo giornalismo di inchiesta, arriva la smentita del diretto interessato. “Leggo con divertito stupore le ricostruzioni che mi attribuiscono riferimenti a programmi o giornalisti che non ho mai menzionato”. Così Rossi in una nota. Poi spiega: “Il mio intervento, reso nel contesto pubblico di un convegno dedicato proprio al tema della disinformazione, e alla presenza di giornalisti, molti dei quali proprio impegnati nell’inchiesta all’interno del nostro servizio pubblico, non ha mai fatto riferimento a programmi della Rai o a suoi conduttori”.
Rossi smentisce il Foglio: “Mai menzionato programmi o giornalisti”
Al contrario il Foglio attribuisce a Rossi parole secondo cui il “giornalismo d’inchiesta” rischierebbe di trasformarsi in “giornalismo di teorema” e, in quella forma, diventare addirittura “cancerogeno per la democrazia”. Nella smentita l’ad Rai ribadisce il principio generale del suo intervento.” La difesa del giornalismo d’inchiesta come pilastro della democrazia, insieme al richiamo ad evitare ogni forma di spettacolarizzazione e della sua trasformazione in giornalismo di teorema”. La conclusione è consequenziale. “Attribuire a quelle parole significati, bersagli o intenzioni diverse – scrive Rossi – significa, paradossalmente, fare proprio ciò da cui si intendeva mettere in guardia in quell’occasione. La Rai in questi anni ha aumentato i programmi di giornalismo d’inchiesta. Sapendo che l’informazione del servizio pubblico ha il dovere di rimanere ancorata ai fatti, alla correttezza del contesto e alla responsabilità del racconto. Vale per chi fa informazione, ma – evidentemente – anche per chi la commenta, strumentalizzando, senza verificare”.
5Stelle scatenati contro l’ad della Rai: Ranucci non si tocca
Una tempesta in un bicchier d’acqua che però ha tenuto impegnato il centrosinistra tutto il pomeriggio ad alzare la voce gridando allo scandalo. Tra i più scatenati nell’attacco a Rossi e nella difesa di Report e del suo eroe Sigfrido Ranucci (ma citato dall’amministratore delegato) i grillini. Che denunciano una posizione “paradossale e assurda”, accusando Rossi di voler “dequalificare” il giornalismo d’inchiesta proprio perché scomodo per chi detiene il potere. “Ma la cosa più grave in assoluto – aggiungono – è l’utilizzo del termine ‘cancerogeno’ per la democrazia. La nostra domanda è: è cancerogeno il giornalismo che fa inchieste, macinando successi di pubblico ed arrivando a subire un attentato gravissimo come quello ricevuto da Sigfrido Ranucci? O forse è cancerogeno un apparato politico che si fa mandante delle intimidazioni e del mobbing costante a cui la redazione di Report è sottoposta quotidianamente?”. Non è meno pasdaran Angelo Bonelli. “Le dichiarazioni dell’amministratore Rossi sono gravissime e inaccettabili perché finiscono per colpire il giornalismo d’inchiesta e trasmissioni come Report. Giampaolo Rossi può solo chiedere scusa a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report”. A mettere tutti a tacere il “divertito stupore” di Rossi che, al contrario, ha difeso il giornalismo d’inchiesta come “pilastro della democrazia”.
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